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Sassari

Monumenti Aperti, edizione da record

Porto Torres, oltre diciassettemila visitatori hanno visitato i gioielli storici, artistici e archeologici della zona

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PORTO TORRES. Una giornata di festa dedicata alla conoscenza dei gioielli archeologici cittadini e dell’Asinara per la moltitudine di visitatori che ieri hanno partecipato a Monumenti Aperti. Storie antiche e moderne quelle raccontate dagli alunni “ciceroni”, guardati a vista dai loro docenti, che hanno studiato a fondo l’immenso patrimonio che la comunità turritana mette a disposizione gratuitamente nell’evento coordinato dall’associazione Imago Mundi. In una città sorta sui resti archeologici e monumentali dell’antica colonia romana di Turris Libisonis, diventata nel medioevo capitale del Regno di Torres, i visitatori hanno preso d’assalto le bellezze dell’area archeologica facendo registrare 1380 presenze: Palazzo di Re Barbaro e Domus di Orfeo, Terme Maetzke, Domus dei mosaici, Antiquarium Turritano e Terme Pallottino. Il fascino di Ponte Romano, nonostante attenda da anni i lavori di ripristino dell’intero del pavimento originario, ha attirato oltre 800 visitatori. Tanta curiosità pure per vedere le torri della Ferromin (800 firme)) e sentire la storia della miniera di Canaglia e delle famiglie dei minatori che vivevano nell’area di Ponte Romano. La Torre Aragonese ha invece ospitato 1014 visitatori che, oltre a sentire la storia del monumento, hanno ascoltato la vicenda dei cassintegrati della Vinyls che hanno scelto il luogo come simbolo della lotta operaia in difesa del posto di lavoro. Per alcuni siti bisognava aspettare più del dovuto a causa delle lunghissime code, soprattutto nel Faro dove si entrava a gruppi di cinque persone per volta, ma il dato finale supererà con tutta probabilità il record delle 17mila presenze toccate nell’edizione 2012. «La scelta di entrare nel 2011 nella rete dei Comuni di Monumenti Aperti si è rivelata vincente – sottolinea il sindaco Beniamino Scarpa –, e l’evento è ormai nel cuore dei ragazzi e dei tanti volontari che sostengono l’iniziativa». Per l’assessore al Patrimonio archeologico Alessandra Peloso, Porto Torres ha potuto mettere in mostra migliaia di anni di storia partendo dal periodo nuragico, passando per l’età imperiale e il periodo medievale, fino ad arrivare ai primi esempi di archeologia industriale.

Gavino Masia

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