Assunzioni dirigenti, si va verso l’esame dei ventitrè imputati
Chiusa l’istruttoria dibattimentale con gli ultimi testi del pm Il collegio stabilirà se fu commesso un abuso d’ufficio
SASSARI. Si è chiusa ieri mattina, con gli ultimi testi del pm, l’istruttoria dibattimentale del processo che si sta celebrando davanti al collegio presieduto dal giudice Marina Capitta (a latere Marras e Barmina) e che vede 23 imputati nell’inchiesta per le assunzioni “sospette” di due dirigenti fatte nel dicembre del 2007 in Provincia e in Comune. Tra gli accusati di abuso d’ufficio spiccano i nomi dell’ex sindaco di Sassari Gianfranco Ganau – nel frattempo diventato presidente del consiglio regionale – e della presidente della Provincia Alessandra Giudici. Due nomi eccellenti che hanno trasformato il processo in un caso politico-giudiziario.
I giudici dovranno accertare se realmente sette anni fa gli amministratori dei due enti locali abusarono del loro ufficio per assumere due dirigenti. Questa è la tesi accusatoria del pubblico ministero Giovanni Porcheddu secondo il quale Comune e Provincia avrebbero dovuto riservare i posti vacanti nelle rispettive piante organiche a dirigenti di altri enti locali finiti in mobilità in seguito alla soppressione del proprio ufficio. E non, come invece fecero, attingere i nomi dalla vecchia graduatoria di un concorso comunale.
Sotto la lente di ingrandimento della Procura sono quindi finite le modalità delle assunzioni dei dirigenti Giuseppina Lugliè (in Provincia) e Roberto Campus (in Comune), entrambi estranei all’inchiesta e chiamati a testimoniare nell’udienza di ieri. Alle loro assunzioni si erano opposti tre dirigenti in servizio in altri enti, uno dei quali aveva presentato domanda di mobilità e poi era finito alla Provincia di Olbia perché la sua richiesta era stata ignorata a Sassari. Dalla denuncia di Francesco Maria Nurra era scattata l’inchiesta della magistratura.
Secondo la Procura, Comune e Provincia violarono le norme di legge. In sostanza: la regola prevedeva la stipula di una convenzione tra Comune e Provincia e l’espletamento di un nuovo concorso. Solo a quel punto un ente avrebbe potuto attingere dall’altro. Ma all’epoca Palazzo Ducale aveva una graduatoria preesistente e Comune e Provincia hanno inserito una deroga nella convenzione per poter pescare da questo elenco vecchio. È qui che secondo la Procura fu commesso un illecito. E votando la delibera ci passò tutta la parte politica. La magistratura ha sollevato sospetti anche sulla tempistica delle assunzioni: procedure troppo rapide. Vennero ad esempio saltati alcuni passaggi come la concertazione con i sindacati ma gli avvocati Giuseppe Masala (che difende Ganau) e Marcello Bazzoni (legale della Giudici), in una delle ultime udienze hanno esibito il parere tecnico di un dirigente del ministero che decretava la scadenza delle graduatorie concorsuali al dicembre del 2007. Ecco perché tanta fretta nell’espletare le assunzioni. E poi, come ha ricordato ieri in aula la teste Giuseppina Lugliè rispondendo alle domande dell’avvocato Bazzoni, «in quel periodo in Provincia c’era un’emergenza organizzativa. Mancava un dirigente in un momento delicato considerato che era in corso un imponente trasferimento di funzioni all’ente di piazza d’Italia».
Ieri è stato sentito anche l’altro dirigente assunto all’epoca in Comune – Roberto Campus – che ha spiegato di aver saputo della sua possibile assunzione «solo in concomitanza con l’adozione degli atti che oggi sono al centro della contestazione». La mattinata era iniziata con l’esame di Maria Luisa Manzoni, allora dipendente della Provincia e componente della delegazione territoriale della Cisl Funzione pubblica che ha confermato come una prima comunicazione sull’implementazione della pianta organica della Provincia fosse stata fornita nella riunione del 19 dicembre 2007 e che ci fosse stato un altro incontro il 27 dicembre su richiesta della Cisl Fp. Secondo la testimone, tuttavia, il sindacato giudicava inadeguate le informazioni ricevute.
Sul banco dei testimoni anche Monica Spanedda, assessore nella ex giunta Ganau e tra gli idonei in quella famosa graduatoria (precedeva Campus). Nell’ipotesi accusatoria la Spanedda sarebbe stata danneggiata dalla condotta degli imputati, ma lei ieri lo ha escluso: «Rinunciai io autonomamente. Mi sembrava inopportuno ricoprire quel posto di dirigente e mettermi in aspettativa dalla carica di presidente del consiglio comunale». Nella prossima udienza del 24 giugno è previsto l’esame degli imputati.
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