«Abbiamo perso tutto, la vendemmia è andata»
La disperazione degli agricoltori nelle campagne devastate da acqua e grandine L’incredulità di chi ha vissuto quelle ore terribili: «Un fragore impressionante»
SORSO. Inizia la complessa conta dei danni. Dalle abitazioni ai capannoni, passando per le decine di ettari esondati, è una distesa sterminata di case, strade e coltivazioni intaccate dalla furia della tempesta d’acqua che si è abbattuta sulla Romangia. Dopo lo scoppio della rete fognaria sono ancora 10 le famiglie isolate a “Lu Barrili”. Lungo il fiume Silis molti gli ettari di orti ancora sommersi. Via Siglienti. Fra le attività maggiormente colpite c’è senza dubbio quella della famiglia Serra, che fornisce materiali per l’edilizia nel capannone in via Siglienti, a poche decine di metri dal lavatoio comunale, segnato in modo impressionante dall’onda di piena. Sabbia e materiali sono stati portati via dallo stesso fiume di fango che ha buttato giù un muraglione, lo stesso che in un domino infernale si è portato via 300 metri quadratidi capannone, franato a terra in pochi istanti. «È successo tutto in un paio d’ore. Attendevamo a casa prima di rientrare a lavoro per il pomeriggio quando abbiamo avvertito un fragore impressionante. A prima vista i danni ammontano a 150mila euro, ma è solo una stima parziale», racconta Tore Serra.
Via Brigata Sassari. Quel che rimane nel seminterrato della casa di Gavina Serra, in via Cicu, è un cumulo di spazzatura. L’acqua ha invaso il garage dopo aver sfondato la porta basculante e fatto saltare quelle interne, per continuare la corsa nel cortile e nel seminterrato del vicino, su via Brigata Sassari.
Sembrava un temporale. «Sembrava solo un forte temporale – racconta la donna -. Non avrei mai immaginato un epilogo simile. Il livello dell’acqua saliva talmente velocemente che hanno portato via me e mia figlia».
Perso tutto. Se la situazione della città è critica, quella dell’agro è ancora peggiore. Nella sola zona di “Monte Cau” si contano almeno 30 ettari di vigneti compromessi dalla grandine. Solo la famiglia Carta ne conta una decina. «La nostra zona – in località “La Scalitta” - è stata la più colpita, per quest’anno la vendemmia è andata», spiega Antonio Carta. Un’altra attività fortemente compromessa è quella di Giovanni Spanu, che in località “Liscia” si è ritrovato 5 ettari di orti a mollo. «È inutile girarci intorno, abbiamo perso tutto il raccolto e il mercato autunnale. Ci vorranno almeno 2 mesi prima di poter entrare a lavorare con le macchine», commenta l’agricoltore.
Famiglie isolate. In località “Lu Barrili” 10 famiglie sono isolate. Le acque sono arrivate dal centro della città incanalandosi nella stradina di campagna che ha risucchiato un’auto in una voragine. «Ero solo a casa con mio figlio quando è arrivato un vero e proprio fiume. Sono corsa al piano superiore col bambino e ho sentito i miei vicini al telefono per tranquillizzarci a vicenda», racconta Anna Chessa. Quando le acque sono defluite sono emersi i resti dei muri di cinta delle proprietà, ridotti a un’accozzaglia di ferro, fango e detriti.
Soccorsi rapidi. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti ma qualcuno non è contento dell’operato del Comune. «Abbiamo chiesto più volte all’amministrazione di fare una strada come si deve ma non ci hanno mai ascoltato», lamenta Riccardo. Per chiudere la voragine si attende che Abbanoa intervenga a riparare la condotta fognaria scoppiata nel bel mezzo della tempesta. Per la conta dei danni bisognerà aspettare i prossimi giorni.
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