La Nuova Sardegna

Sassari

Giunta, è muro contro muro nel Pd

di Giovanni Bua
Giunta, è muro contro muro nel Pd

L’accordo appare ancora lontanissimo, slitta a lunedì la direzione che deciderà sul contestato congresso cittadino

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SASSARI. Un muro irto di ostacoli, per scalare il quale non bastano i “passetti” che le parti in campo stanno facendo. È quello che divide le diverse anime del Pd sassarese, in piena guerra interna nonostante il provvidenziale rinvio della direzione provinciale fissata per ieri. Rinvio “consigliato” in mattinata dal segretario regionale Silvio Lai per tutte le direzioni dell’Isola che nel pomeriggio avrebbero dovuto decidere se tenere entro il 15 luglio i congressi cittadini e provinciali.

Possibilità nota da oltre un mese in realtà, ma che nella infuocata situazione cittadina era subito apparsa come una dichiarazione di guerra da parte del “correntone” che ha perso le primarie ma, almeno nella vecchia direzione, è ben saldo al comando del partito. Con il vicesindaco Carbini che durissimo aveva parlato di «irresponsabilità politica», e la neo consigliera comunale Valeria Fadda che ieri gli ha replicato: «L'attuale vice sindaco attribuisce a volontà locali decisioni assunte un mese fa dalla direzione regionale e valide in tutta l'isola. Decisioni che non possono che esser definite sagge, perché ci sono molti circoli che per vari motivi non hanno più il segretario e il direttivo e dunque non in grado di fare la campagna di tesseramento 2014. Salvo che non si pensi che a consentire il tesseramento debbano essere le segreterie delle correnti piuttosto che quelle dei circoli». Una battaglia annunciata insomma, con il segretario Silvio Lai che alla fine ieri ha deciso di svelenire gli animi e invitato tutti a riflettere per qualche giorno.

Una boccata di ossigeno che ha concesso agli sherpa di rimettersi al lavoro per cercare di ricucire lo strappo sulla giunta. Con le parti che appaiono però ancora lontanissime. Il sindaco Sanna, dopo aver calato la sua ultima offerta, è irremovibile: tre assessorati (gli stessi che ora occupano Taras, Fantato e Polano) per tre consiglieri a scelta tra gli undici del Pd che fanno parte delle due aree Spissu-Lai-Ganau e Demontis: nessun veto sui nomi ma veto sulle deleghe, che per Sanna sono tutte di pari valore e su cui si riserva di decidere in prima persona. Lo schema per il sindaco è equilibrato, al “gruppo Mameli” andrebbero infatti 3 dei 5 assessori Pd e rimarrebbero 8 dei 13 consiglieri. Verrebbe dunque riconosciuta la loro “vittoria” alle comunali, ma spalmata tra giunta e consiglio. A completare il puzzle i due posti (tra assessorati e presidenza del consiglio) per i cinque piccoli (Idv, Sel, Cd, Upc e PdS) uno a testa alle due civiche e uno per il sindaco (che Sanna ha assegnato a Grazia Manca e non considera discutibile). In ballo ci potrebbe essere anche la poltrona di vicesindaco.

Per gli altri però i conti non tornano. Primo punto: gli assessori esterni. All’inizio il “gruppo Mameli” (in realtà due gruppi ben distinti, almeno a livello cittadino) ne voleva tre, non toccando i consiglieri. Ora sarebbe disposto a accontentarsi di due, dando quindi subito un consigliere a Sanna, e programmando una staffetta l’anno prossimo. A rendere ancora più pesante l’offerta di un nome di pregiocome esterno: Angela Mameli. Che Sanna avrebbe però già rifiutato. Ma non è solo di nomi che si parla. Per Lai-Spissu-Ganau e Demontis infatti anche le deleghe hanno pesi diversi. E se sul piatto non arrivasse almeno una tra Cultura, Urbanistica, Lavori pubblici e Ambiente la discussione non inizierebbe nemmeno.

Un vero rebus, che potrebbe aiutare a risolvere la proclamazione degli eletti, attesa in settimana. Con il primo consiglio alle porte infatti anche gli animi più accesi potrebbero venire a più miti consigli.

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