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Sassari

Carpinelli: «Sarà l’ateneo del merito»

di Gabriella Grimaldi
Carpinelli: «Sarà l’ateneo del merito»

Il rettore appena eletto spiega il suo programma di rilancio: didattica da razionalizzare e più servizi per gli studenti

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SASSARI. Vuole dimostrare a tutti i costi che il riconoscimento dei meriti è il motore di qualunque impresa. E lo farà, ha detto, partendo dagli studenti e dai ricercatori che hanno pagato troppo per riforme sbagliate e percorsi di carriera fuori da ogni logica. A due giorni dall’elezione il nuovo rettore dell’ateneo turritano Massimo Carpinelli fa una riflessione sui primi passi da compiere, secondo il programma che ha presentato al momento della sua candidatura, nel momento in cui diventerà operativo a tutti gli effetti.

Infatti fino al 30 ottobre 2014 resterà in carica l’attuale rettore Attilio Mastino e solo dal 1° novembre il fisico nucleare Massimo Carpinelli entrerà nel vivo della sua missione. Una missione davvero difficile, se si considera che è di appena tre giorni fa l’ennesima bocciatura dell’università di Sassari da parte dell’agenzia di valutazione del Sole 24ore.

«Le classifiche realizzate dai privati mi lasciano sempre perplesso – ha detto Massimo Carpinelli –. Chi controlla queste agenzie? In che modo recuperano i dati? Come li elaborano? Certo però, a prescindere dalle graduatorie le criticità ci sono e non si possono ignorare. La prima emergenza, alla quale mi dedicherò già da subito è la razionalizzazione della didattica. Ci vogliono servizi migliori per gli studenti, corsi tagliati sulle loro esigenze e calibrati su effettive prospettive future». Per fare questo, dice il rettore, sarà necessaria una fase di studio e di raccolta di dati: «Lo farò in questi mesi di “attesa”. Come ho sempre proceduto in tutta la mia vita mi metterò ad esaminare la situazione da un punto di vista scientifico e troverò le soluzioni da un punto di vista scientifico».

La ricerca, come d’altra parte è stato per tutti i programmi degli altri candidati, è l’altro passo ritenuto fondamentale per la rinascita dell’università. «Voglio andare da ciascun ricercatore e dirgli che è il momento di muoversi, di farsi valere. Molti di loro sono demotivati perché non hanno visto riconosciuto il loro lavoro e il loro valore. Certo è anche colpa della riforma Gelmini che di fatto ha eliminato la figura del ricercatore a tempo indeterminato gettando in un limbo tante persone che avrebbero da dare un grosso contributo alla crescita dell’università».

E poi Carpinelli garantirà, aggiunge, con le sue conoscenze a livello internazionale, di proiettare l’ateneo verso orizzonti più ampi: «Chi vale sarà premiato, chi ce la metterà tutta per emergere non resterà invischiato in meccanismi poco trasparenti. In questo senso posso dire sin d’ora che certi privilegi verranno meno». Ma il nuovo rettore dovrà sicuramente fare altre scelte impopolari. «I fondi a disposizione sono quelli che sono e perciò saranno necessari sacrifici. Ma voglio dire che per me la campagna elettorale è già acqua passata. Conto sulla collaborazione di tutti i colleghi e sono sicurissimo che loro saranno pronti a fare squadra perché l’università di Sassari sia di nuovo competitiva».

Carpinelli sostiene che molto del suo impegno sarà indirizzato a reperire risorse ma non bisogna dimenticare che parecchi progetti, soprattutto a livello edilizio, sono stati avviati e si dovrà portarli a termine. «Al momento del mio insediamento sarò in grado di valutare la situazione dei conti e mi muoverò di conseguenza». Un’impresa non da poco ma il nuovo rettore dimostra ottimismo: «Non ho fatto promesse a nessuno ma una promessa l’ho fatta a me stesso. In nessun modo tradirò il sogno di restituire all’università di Sassari il riconoscimento che merita».

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