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Sassari

Una nuotata sospesi tra cielo e terra

di Vannalisa Manca
Una nuotata sospesi tra cielo e terra

Ecco l’avveniristico progetto di piscina di vetro che il pianificatore urbanistico Benito Schirru vorrebbe realizzare sul Temo

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SASSARI. Una nuotata sospesi tra le nuvole, mentre sotto, fra la vegetazione si intravedono i cinghiali. Poi, magnifica, la distesa d’acqua del lago Temo e il verdeggiare del Monte Minerva. È una sensazione di pura natura e un respiro da brivido quello che Benito Schirru, pianificatore urbanistico, vuole far provare con il suo avveniristico progetto - lo Skyswim - che vorrebbe realizzare tra le falesie di Monteleone Roccadoria. Una piscina di vetro che sporge nel vuoto sul tacco del caratteristico paese dove si realizzano le idee per riempire di iniziative sportive, di musica, cultura e turismo attivo, le cave dismesse.

Un progetto che domani lo Studio Associato Schirru presenterà alle 18 nell’ex Asilo Serra della facoltà di Architettura ad Alghero; un incontro al quale sono stati invitati gli amministratori comunali di Monteleone Roccadoria, ma anche di Villanova Monteleone, Romana e centri limitrofi. Perchè l’idea è quella di lanciare una sfida delle zone interne alla monocultura da spiaggia.

Una proposta architettonica provocatoria che però potrebbe diventare un’attrazione unica nel suo genere in Sardegna, nata nel vedere lo Skywalk, la passeggiata trasparente sospesa sul Grand Canyon americano che ogni anno richiama parecchie centinaia di migliaia di visitatori. Turismo attivo e business.

Una nuotata suggestiva nella piscina con uno sbalzo di dieci metri che poggia sul tacco della vecchia cava: uno strapiombo di ottanta metri che si perde sopra la vegetazione e a cento metri di altezza dal pelo dell’acqua. Tutto vetro e con una maschera osservi il vuoto intorno. Brivido, vertigine, forse un po’ sogno. Secondo Schirru la piscina può davvero essere un’attrattiva turistica e completare le attività sportive che già l’amministrazione di Monteleone mette in campo ogni anno. Arrampicate sulle pareti della cava, free climbing nella falesia, canotaggio nelle acque del lago o il librarsi nell’aria con il deltaplano.

Una piscina di trenta metri, la cui realizzazione non comporta particolari difficoltà tecniche: fissata a profilati in acciaio sagomati, che reggono lastre di vetro a triplo strato e antisfondamento. L’ancoraggio avverrebbe attraverso plinti o tiranti solidali con la roccia, ma soprattutto attraverso la differente distribuzione dei pesi: infatti, grazie alla sua forma triangolare, due terzi dell’impianto insistono sulla terra, controbilanciando il peso della parte a sbalzo. L’energia elettrica garantita da pannelli fotovoltaici, l’acqua calda per le docce da collettori solari. Così può nascere il “sostegno” che sospende l’acqua tra cielo e terra, inserendolo nel panorama mozzafiato che circonda Monteleone Roccadoria. «Skyswim - dice Benito Schirru - è anche una sfida alle vertigini, che attirerebbe migliaia di turisti stuzzicati dal provare brividi - in sicurezza - proprio come Skywalk in Arizona». A corredo della piscina, anche una struttura integrata nella cava: un volume polifunzionale per servizi e attività. Nessun “camouflage” delle cave, ma un riuso di questa archeologia industriale, un capitolo della storia archeologica del paese, e in generale della Sardegna, che alla pietra deve tanto.

Secondo il progettista - un personaggio di cui si ricorda il record della laurea accademica presa nella facoltà di Architettura nel 2010, all’età di 72 anni, forte di un diploma di geometra -per realizzare la piscina, in base a una prima stima dei costi, la cifra non supera i 400mila euro, meno di un milione per il progetto complessivo. Un investimento per un turismo attivo, con tanta acqua e bellezza intorno, con il mare alle spalle.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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