«La Regione sblocchi il concorso per autisti»
SASSARI. È necessario che la Regione sblocchi la selezione pubblica per autisti bandita dall'Arst in maniera da consentire agli oltre 700 disoccupati che hanno superato le prime due delle tre prove...
SASSARI. È necessario che la Regione sblocchi la selezione pubblica per autisti bandita dall'Arst in maniera da consentire agli oltre 700 disoccupati che hanno superato le prime due delle tre prove del concorso (manca solo la prova di guida) di avere l'opportunità di lavorare seppur a termine e financo con un contratto part time». A chiederlo, ancora una volta è il segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu. «La situazione – spiega – non è più governabile. C'è la necessità che l'«zienda, così come accaduto sino ad ora e come avviene in tutte le aziende pubbliche, possa avere a disposizione una graduatoria di operatori di esercizio, così si chiamano gli autisti di linea degli autobus, precedentemente selezionati tramite pubblico concorso per poter consentire, al personale già di ruolo, di poter usufruire del periodo di ferie programmate e per tutte le altre esigenze che si manifestano in tutte le aziende».
«L'aver deciso di bloccare questa selezione – continua Boeddu – oltre che essere ingiusto nei confronti degli oltre 700 cittadini disoccupati che hanno investito anche seimila euro per prendersi la patente dei bus e tutte le abilitazioni necessarie, è sbagliato anche sotto l'aspetto strettamente tecnico-operativo. Infatti, in alcune sedi aziendali, non è stato possibile far partire la turnazione delle ferie perché non vi è la possibilità di assumere tutto il personale necessario con contratto a termine. In questo caso, peraltro, i contratti a termine sono previsti da qualsiasi norma di legge e di contratto e lo stesso bando di selezione, già in origine, non ha peraltro predeterminato un numero di posti a ruolo ma, ha previsto e sancito solo ed esclusivamente la validità della graduatoria per un triennio.In tale maniera, l'Azienda potrà assumere tenendo conto solo ed esclusivamente delle reali ed effettive esigenze rispetto al servizio che deve esercire».
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