Super commissioni, opposizione in rivolta
Comune, slitta a giovedì la decisione sull’aumento a 15 dei membri delle sei “permanenti”
SASSARI. È guerra aperta sulle commissioni. Con la maggioranza che prende tempo, e rinvia la decisione definitiva a giovedì. E la minoranza che mette sul tavolo la sua proposta, e si prepara a rivolgersi ai revisori dei conti nel caso in cui passi la proposta di Pd-Ora sì. L’oggetto del contendere riguarda il numero dei commissari, che i Dem vorrebbero portare da 13 a 15 per ognuna delle 6 commissioni, forti del parere del ministero dell’Interno che chiede di tutelare la rappresentanza di tutti i gruppi, ivi compresi quelli formati da un solo consigliere, e garantire che ogni consigliere partecipi almeno a una commissione. Dunque 5 monogruppi (tutti di maggioranza), 6 con 4 o meno consiglieri (tra cui i quattro di opposizione) e 4 posti per il Pd, per rappresentare le diverse “anime” del partito. Risultato: 15 componenti a commissione, con evidente controtendenza rispetto a tagli di consiglieri e spendig review varie.
Abbastanza per far gridare allo scandalo il “gruppo Arru”. Che, dopo aver denunciato nei giorni scorsi alcuni nodi poco chiari tra cui l’inevitabile incremento dei costi (per altro negato dalla maggioranza) , ieri ha depositato la sua proposta alternativa: i membri di ogni commissione rimangono 13, nove di maggioranza e quattro di minoranza. In maggioranza sei sono dei gruppi meno numerosi, due del Pd. «Tutti i gruppi sono presenti in ogni commissione – spiega Rosanna Arru – tutti i consiglieri sono presenti in almeno una commissione». Abbastanza per convincere il presidente Piu ad aggiornare i lavori a giovedì. Con la maggioranza che sembra comunque convinta a tener duro sul progetto «15».
«Uno dei motivi – ironizza Manuel Alivesi di Forza Italia – per cui la nostra proposta non passerà è che si deve tenere contro delle varie anime dei partiti. Ho ritenuto opportuno chiedere se il termine anime fosse riferito ad una sorta di presenza ectoplasmatica all’interno dell’antico Palazzo Ducale e se il principio venisse adottato per assolvere ad una qualche esigenza di tipo extra terreno, ovvero se la proposta venisse elaborata per favorire altri tipi di interessi e non quelli più concreti della città. Per la risposta al mio quesito si dovrà attendere la prossima seduta. Il nostro gruppo in ogni modo vigilerà attentamente affinché possa essere scongiurata la realizzazione dell’ennesimo poltronificio, ancor più grave visto momento che sta attraversando la nostra città».
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