Il presidente Multiss chiama i Comuni
Marco Francesconi: «Siamo pronti a fornire i servizi e anche a gestire la raccolta dei rifiuti per le amministrazioni locali»
SASSARI. «La Multiss è uno strumento a disposizione di tutto il territorio: abbiamo un patrimonio di due milioni di euro, un bilancio sano, 160 dipendenti, la capacità di offrire servizi con professionalità acclarate. Ecco, siamo pronti a svolgere la nostra attività per tutte quelle amministrazioni locali che vogliano servirsene. Basterebbe che i Comuni acquistassero quote della Multiss per avere sia i servizi che ricadute occupazionali proprie. Perché vogliamo e possiamo stare sul mercato». Il presidente della società in house della Provincia, Marco Francesconi lancia un messaggio forte e chiaro nella convinzione che la Multiss possa continuare ad essere produttiva. Dopo la protesta dei dipendenti sul tetto del palazzo di piazza d’Italia e dopo il percorso avviato con la Regione che ha compreso la necessità di dare risorse per garantire il prosieguo dell’operatività, è però il momento di guardare al futuro, anche alla luce della riforma degli enti locali che si sta scrivendo a Cagliari, nella quale la società a capitale interamente pubblico vuole avere un posto.
«Già nel corso dell'incontro organizzato dal consiglio provinciale il 18 giugno scorso con i consiglieri regionali eletti nella Provincia, i sindaci, i dirigenti degli Istituti scolastici, i rappresentanti dei sindacati della Funzione Pubblica, della Pubblica Istruzione, della stessa Multiss, e del Commercio e servizi, sottolineai che forse era il momento di pensare all'azienda come a uno strumento a disposizione del territorio e non solo delle Province di Sassari e Olbia Tempio», afferma Francesconi. E ricorda come «da diversi anni, sia perché è forte l'esigenza di razionalizzare la spesa, di tentare di conseguire economie di scala che solo le aggregazioni possono consentire, sia perché finalmente la Commissione Europea impone, in tutti gli strumenti di programmazione, si ha l'ambizione di governare, in una visione di area vasta». Gli esempi sono tanti e Francesconi li cita: dal piano strategico sovracomunale alla definizione di ambiti ottimali per la gestione delle acque; dal Piano Unitario Locale dei Servizi (Plus) alla costruzione della rete dei Porti fino agli ambiti per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. «Ecco perché proponiamo la nostra azienda quale strumento per la gestione associata dei servizi di interesse generale per la comunità – rilancia il presidente della Multiss – . La manutenzione del verde, delle scuole primarie e superiori, (in questi istituti abbiamo dato prova delle nostre capacità se gli scioperi studenteschi per il freddo nelle aule sono diventati un ricordo!), la segnaletica stradale sono campi in cui abbiamo già la nostra esperienza.Ma siamo pronti anche alla gestione diretta dei rifiuti. Abbiamo già dato la nostra disponibilità ad assumerla ad Alghero, dopo il dibattito che si è svolto in consiglio comunale. Un settore, quello dei rifiuti, dove le aziende – chiosa Francesconi – nella stragrande maggioranza dei casi arrivano dalla penisola e con le quali, trascorsi i primi diciotto mesi, si parla più con i loro avvocati che con i responsabili tecnici».
Il presidente Francesconi vuole sottolineare anche che la società è sana, ha operato una sua spending review facendo economie e tagli alle consulenze esterne. E con un po’ di amarezza afferma «che si è fatta passare l’azienda come uno dei soliti carrozzoni politici (solo per sentito dire) senza rendersi conto dei servizi di primaria necessità che essa svolge». Infine il ringraziamento ai lavoratori «non solo quelli protagonisti del gesto estremo, ma anche tutti gli altri che per cinque giorni hanno presidiato piazza d'Italia, sostenendo con determinazione i colleghi» .
Il messaggio è lanciato: ora la parola passa ai Comuni.
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