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Sassari

La prima Faradda targata Unesco

La prima Faradda targata Unesco

Il sindaco: «Avremo gli occhi di tutto il mondo addosso, le parole d’ordine saranno: tradizione e identità»

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SASSAR. I portatori, quest’anno, avranno un piccolo peso in più sulle spalle. Quella del 2014, infatti, sarà la prima edizione della Faradda griffata Unesco. E un patrimonio dell’umanità, anche se immateriale, porta sempre con sè una certa gravità. «Sicuramente avremo gli occhi del mondo addosso – dice il sindaco Nicola Sanna – perché ormai l’evento ha assunto una valenza internazionale.

Era il 4 dicembre 2013 quando l'Unesco ha riconosciuto i Candelieri come un bene prezioso da tutelare, insieme alle altre Feste delle grandi Macchine a spalla: Nola con la sua Festa dei Gigli, Palmi con La Varia e Viterbo con La Macchina di Santa Rosa. Un percorso iniziato nel 2005, quando fu istituita la Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane.

Ma inserirsi nel solco della tradizione comporta un conseguente rigore: «Ci impegna a mantenere le pura e pulita la manifestazione», ribadisce il presidente dell’Intergremio Salvatore Spada. Perciò non è proprio il momento e l’edizione più adatta per introdurre innovazioni, e tutto si svolgerà nel segno di un ritorno alle origini. «La grande peculiarità dei Candelieri – spiega l’assessore alla Cultura Monica Spanedda – risiede in questa sua commistione tra l’elemento religioso e quello popolare. Un mix tra sacro e profano che rende unica la Faradda». Perciò i richiami all’identità di Sassari saranno forti, a cominciare da tutti gli eventi che intendono esaltare l’attività svolta dai gremi: «Un’attività che comincia a permeare la città già mesi prima della discesa dei ceri». E si tratta certamente della festa più sentita dai sassaresi, che accompagnano con grande passione i 10 ceri votivi lungo la processione che si distende da piazza Castello alla chiesa di Santa Maria di Betlem dove viene sciolto il voto alla Madonna. Un’usanza antichissima che trae le sue radici dalla cultura pisana. E a Sassari il rito della dell'offerta dei candeli alla Madonna di Mezz'agosto da parte delle Corporazioni di Mestieri esiste sin dal XIII secolo. Quel gesto assume un significato ancor più profondo e religioso con il Voto della città in onore della Vergine Assunta che nel Cinquecento, con la sua intercessione, pose termine a una terribile pestilenza.

Da quel momento Sassari rinnova ogni anno quella devozione alla Madonna, con un fervore che continua ad alimentarsi di generazione in generazione. Lo si vede chiaramente nella fatica dei portatori, ma anche nell’orgoglio dei bambini e dei ragazzi che fanno danzare i mini e i candelieri medi. (lu.so.)

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