Sini: «Pronti a collaborare con tutti»
L’ente camerale sassarese ha approvato il progetto di autoriforma che dovrà garantire i servizi finora erogati alle imprese
SASSARI. Il destino della metà delle Camera di commercio italiane è segnato. Un dimezzamento voluto nel nome della spending review che andrà a colpire le realtà meno consistenti, almeno dal punto di vista del patrimonio delle imprese, fissato su una soglia minima di 60-80 mila aziende iscritte. Una soglia che mette al sicuro la Camera di commercio di Sassari, ma che fa tremare gli enti camerali di Nuoro e Oristano. Anche se un po’ tutte le camere di commercio si sono dette favorevoli alla riforma. E anzi, il Consiglio della Camera di commercio di Sassari ha approvato il progetto di autoriforma proposto dall’Unioncamere, anche se ci sarebbero alcuni punti da rivedere e limare. Giudizio assolutamente negativo, invece, sulla decisione del governo di tagliare del 50 per cento i diritti camerali dovuti dalle imprese. «Perché non ha alcun senso – spiega il presidente della Camera di commercio di Sassari Gavino Sini –. I diritti camerali ammontano a un centinaio di euro all’anno (mediamente) per impresa. Non credo che i problemi delle aziende si possano risolvere con un risparmio di 50 euro. Di contro si rischia di dover ridurre i servizi erogati alle imprese, di tagliare il sostegno alle aziende con risorse finanziarie e progettuali, di ridurre l’impegno nel marketing e nella promozione del territorio. E questi sono solo alcuni dei servizi che le camere di commercio dovranno rivedere».
Grazie alle collaborazioni con tutti gli enti territoriali, dai comuni all’università, la Camera di commercio di Sassari sostiene un gran numero di eventi e manifestazioni in tutto il territorio non sempre legati agli aspetti economici, promuovendo iniziative a carattere culturale, divulgativo, scientifico e anche sportivo. E su questo fronte si preannunciano interventi draconiani. L’ente camerale dovrà infatti far fronte alle spese interne, cioè al mantenimento della struttura per la quale lavorano una sessantina di persone. Una Camera di commercio che certamente non è alla canna del gas ma che sicuramente dovrà parzialmente rivedere la propria politica economica interna. Ma che comunque sarà a fianco delle imprese. «Come abbiamo sempre fatto da 150 anni – precisa Gavino Sini –. Lo stato di salute del nostro ente camerale è più che buono, e per questa ragione continueremo a fare il nostro lavoro. Compreso il progetto di autoriforma che però va inserito in un piano più ampio di rinnovamento dello stato. Non saranno certo la camere di commercio, tantomeno quella di Sassari, a mettersi di traverso alle riforme tanto attese della pubblica amministrazione in tema di economia, costi standard ed efficienza».
Sempre il consiglio camerale sassarese ha deliberato di avviare l’analisi per un possibile accorpamento con una o più camere di commercio limitrofe. Cioè Nuoro e Oristano. «Chiariamo subito una cosa – sottolinea Gavino Sini –: non facciamo il tifo per la soppressione degli enti camerali di Nuoro e Oristano. Anzi, credo che a Nuoro e Oristano facciano bene a protestare. Negli ultimi anni hanno perso troppe istituzioni, veri e propri presidi dello stato nei territori. E credo ancora che la soluzione migliore per quei territori sia quello di mantenere questi presidi. L’ultima scelta, però, spetta al governo e in questo caso la decisione ci verrebbe calata dall’alto. E noi non potremo far nulla per evitarlo. Possiamo però ragionare insieme per far sì che anche in quei territori non vengano meno i servizi alle imprese garantiti dalle camere di commercio».
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