Chiesa della Consolata, sacrestia a rischio
Il Comune chiederà alla Regione un finanziamento per la messa in sicurezza della parrocchia
PORTO TORRES. Il parroco della chiesa della Beata Vergine della Consolata, don Ferdinando Rum, non sa a che santo votarsi per poter usufruire della sacrestia e dei servizi igienici che da circa un anno si presentano interdetti al pubblico per evidenti danni strutturali. «Sarò costretto a portare i mobili che stanno nella sacrestia vicino all’altare _ ha detto ieri mattina il parroco _, così eviterò di entrare nei locali dove c’è il rischio che cadano i calcinacci». Nei mesi scorsi erano intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento sul tetto della chiesa, col supporto dell’autoscala per mettere in sicurezza la struttura: stava venendo giù il cornicione esterno, c’era un cedimento della struttura nel lato destro e risultava lesionato anche il campanile.
L’architrave dov’è appoggiata la campana è completamente staccata, mentre sul lato sinistro si sta staccando il cartone catramato dal tetto. Di tutto di più in quanto a danni, insomma, con il Comune che ha transennato una parte del perimetro, costringendo pure il bar vicino a spostare tavolini e sedie. L’amministrazione aveva presentato lo scorso febbraio alla Regione un progetto di manutenzione straordinaria per la chiesa (importo 130mila euro), mai finanziato.
Ora ci riprova con una delibera di giunta, approvata la settimana scorsa, con cui presenterà all’assessorato regionale ai Lavori pubblici _ nell’ambito del programma di spesa della legge regionale 21 gennaio 2014 _ la richiesta di finanziamento per la realizzazione dei lavori di consolidamento della chiesa della Consolata, del costo complessivo di 150mila euro. Nel dispositivo della delibera, inoltre, la giunta si impegna a iscrivere in bilancio un cofinanziamento comunale di 37mila e 500 euro nel caso di concessione del finanziamento.
Gavino Masia
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