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Sassari

Con “Artes antigas” ecco i vecchi mestieri

Con “Artes antigas” ecco i vecchi mestieri

A Osilo filadoras e cadreajus protagonisti dell’evento dedicato quest’anno alle Vie del formaggio

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OSILO. Antichi mestieri, tracce di identità e di cultura materiale, sapienza di mani che impastano, ricamano, forgiano, intessono. È Artes antigas che ritorna dopo qualche anno di sospensione, per offrire ai visitatori e agli osilesi uno spaccato della vita di un tempo, scandita dal pestare del martello sull’incudine, dal rimestare le brace nel forno, dal lento e preciso lavorio necessario per “ficchire” sas casadinas (le formaggelle).

L’appuntamento è per domani alle 18, nel centro storico del paese, con trasferimento in nottata, nell’anfiteatro di via Roma, per il concerto di Piero Marras. L’edizione 2014 di Artes antigas ha per sottotitolo “Le vie del formaggio”, per un focus su quella che è la produzione più tipica e più rinomata di Osilo: il formaggio pecorino, “su casu cottu a fogu”. E proprio per far conoscere e valorizzare quella specialità, ci sarà un percorso nel percorso, scandito da quattro tappe, dove con un piccolo ticket si riceverà un carnet per degustare nelle diverse postazioni, il formaggio e la ricotta con il vino, i ravioli, sa “mazza frissa” (un piatto tipico a base di panna di latte fritta), le formaggelle e le ricottelle. Il percorso degli altri mestieri parte dalla via Vittorio Emanuele, dove sarà possibile ritrovare l’ormai quasi desueta arte del calzolaio, insieme alle chiacchere che nella sua bottega si facevano.

In piazza Parrocchia ci saranno i pastori di Osilo che prepareranno sul momento il formaggio e la ricotta, il maniscalco che forgerà i ferri e darà una dimostrazione della ferratura dei cavalli, la prima postazione delle “Vie del formaggio”. Girato l’angolo della chiesa, in piazza Brundanu, seconda postazione delle Vie del formaggio, e poi “su cadreaju”, l’impagliatore di sedie; più avanti, in via Sanna Tolu, “s’oraria”, il laboratorio dell’orafo. Ancora in via Sanna Tolu, scendendo verso il Comune, “su frailalzu”, il fabbro, e poco più avanti, nella piazza della Resistenza (piazza del Comune), la terza postazione delle Vie del formaggio, con sa mazza frissa. Poche decine di metri e si arriva in via Manunta, dove sotto un bel portico lavoreranno sas filadoras, le filatrici. Ci si trasferisce poi in via Monte Granatico, dove sarà possibile visitare l’antica bottega del falegname, su mastrualcia. Si risale verso il castello Malaspina, e in via Adelasia si incontreranno i due forni: quello del pane e quello dei dolci. Poi si scende per via Castello e si trova “su inzatteri”, il vignaiolo, e, nel Palazzotto Satta, la tessitrice, la ricamatrice, l’esposizione degli abiti tradizionali di Osilo, le creazioni di Antonella Ladinetti.

Il percorso si conclude in via Sanna Tolu, con il selciatore e, al numero 55, la mostra “I fili raccontano”, del laboratorio A-Punti. La sera, alle 22, tutti all’anfiteatro, per il concerto di Piero Marras, "Cantones de una vida", un viaggio nella carriera artistica del cantautore sardo.

Mario Bonu

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