“Il Volante” motore della memoria

Da oggi nella nuova sede di via Roma mostra fotografica di auto e moto d’epoca

SASSARI. Immagini di moto e auto d’epoca che racchiudono uno spaccato della storia sassarese e della Sardegna. Personaggi legati al rombante mondo dei motori e sconosciuti spettatori di corse automobilistiche fissati in rare foto che coprono un arco di tempo che va dagli Anni Venti ai Cinquanta. Regala ricordi ed emozioni la mostra permanente che il Club “Il Volante” inaugura questo pomeriggio alle 18 nella nuova sede di via Roma 95 . «Dopo ventitrè anni la nostra associazione lascia la culla dell’Aci di viale Adua – dice Wanda Casula, presidente del “Volante” dalla sua fondazione –. L’Automobil Club ha avuto e sempre avrà un rapporto speciale con noi, intanto proseguiamo nella nostra missione che è quella della conservazione delle auto e moto storiche e della cura della memoria dei “pionieri” che le hanno salvate». Sono oltre mille i soci del club sassarese che durante la sua vita ha raccolto fino a tremila sostenitori a cui ha offerto e continuerà ad offrire ospitalità e servizi. Ed è grazie al “Volante”che è risorta una corsa mitica come la Scala di Giocca-Osilo, sui cui tornanti si sono sfidati generazioni di gentleman e rampolli delle famiglie che potevano permettersi l’acquisto di quei bolidi, simbolo del progresso.

La mostra fotografica allestita nelle sale della sede di via Roma propone davvero delle chicche, frutto del paziente lavoro di ricerca dei soci del club che hanno già all’attivo i bei volumi sulla storia della Sassari-Osilo, pubblicato in occasione del ventennale, e “Motori lontani”. Così si vedono i visi sorridenti dei corridori e motociclisti che portano i nomi dell’avvocato Gigi Castiglia, di Battista Falchi, del marchese Franco di Suni, vero sovrano delle competizioni automobilistiche, di Piero Silvetti, di Walter e Ugo Multineddu, e di Carluccio e Carmen Usai. Tanti anche, infatti, i volti di donne, che si emancipavano al volante. E spicca anche una foto di monsignor Masia, futuro parroco di San Giuseppe a bordo di una Bianchi S5. «Insomma, offriremo scorci di vita di altri tempi, di una Sassari di strade battute, di una Sardegna che cambia faccia negli anni insieme all’uscita delle nuove serie di auto», racconta il giornalista e socio del club Bruno Merella. Un tuffo in un passato che odora di passione e benzina.

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