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Cgil e Cisl: «Quell’appalto è da revocare»

Cgil e Cisl: «Quell’appalto è da revocare»

Pulizie alla centrale, i sindacati accusano E.On di non rispettare gli accordi presi sulle assunzioni

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PORTO TORRES. Le segreterie provinciali della Fisascat Cisl e della Filcams Cgil hanno chiesto alla multinazionale E.On la revoca dell’appalto delle pulizie industriali all’interno della centrale di Fiume Santo, attualmente in carico all’Associazione temporanea d’impresa formata dalle aziende Sacoop, Leoni e Verde Vita. La richiesta ufficiale tramite lettera, spedita per conoscenza anche all’assessore provinciale al Lavoro Rosario Musumeci, è motivata dal fatto che a tutt’oggi i «lavoratori occupati a suo tempo dalla ditta Seratin, che non opera più nel settore pulizie, risultano per buona parte non occupati disattendendo quanto previsto dal contratto nazionale applicato all’articolo 4». La norma, infatti, prevede che al cambio di appalto ci sia il passaggio delle maestranze tra la ditta uscente e quella entrante: «Ciò – assicurano i due sindacalisti – non è avvenuto nonostante i ripetuti incontri sia aziendali che istituzionali».

La vertenza sembrava aver preso il suo giusto percorso alcuni mesi fa con il verbale di accordo firmato da aziende e parti sociali nell’ufficio Mediazione dei conflitti di lavoro della Provincia, con le prime assunzioni a tempo indeterminato per due autisti e a tempo determinato (due mesi) per otto operai ex Seratin da parte dell’Ati formata a quel tempo da Sacoop e Leoni.

Si trattava del primo passo importante per far lavorare quanti da mesi non percepivano alcun compenso, soprattutto per garantire adeguatamente i contenuti dell’appalto relativo alle pulizie industriali all’interno della termocentrale. Nel verbale, inoltre, c’era scritto che per qualunque necessità lavorativa l’Ati avrebbe attinto dall’elenco dei lavoratori ex Seratin: sui criteri di scelta del personale da impiegare si sarebbero seguite delle priorità che riguardavano qualifica professionale a seconda delle esigenze delle lavorazioni, anzianità professionale e carico familiare.

Allo stato attuale non è dunque stato rispettato quanto stabilito tra aziende e parti sociali, secondo le sigle sindacali, e in considerazione di questo Marcellino e Crosa ricordano che «non è stato possibile chiudere un accordo così come previsto dall’articolo 4 e quindi per inadempienze contrattuali è legittimo chiedere la revoca dell’appalto con un intervento di E.On».

I due sindacati mostrano comunque disponibilità per eventuali chiarimenti all’azienda tedesca, tenendo presente che i lavoratori interessati tratteranno la richiesta di intervento entro il 25 settembre. (g.m.)

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