Picchia e sequestra la madre, arrestato
Un 16enne fermato dalla polizia con accuse gravissime: da un anno malmenava la mamma che sopportava in silenzio
SASSARI. Ha resistito per oltre un anno, ha cercato una mediazione possibile, ha provato a comprendere il disagio del figlio adolescente in conflitto con se stesso e, sempre più, anche con lei per effetto di una divisione familiare che non sempre è uguale per tutti. Ma la violenza è cresciuta, con tappe quotidiane, e ha raggiunto livelli da paura. E giovedì pomeriggio la donna si è resa conto di avere rischiato tanto. Così ha chiesto aiuto alla polizia, ha fatto quello che una mamma non vorrebbe fare mai: denunciare il figlio, un ragazzino di 16 anni che l’ha affrontata come se fosse il suo peggiore nemico.
Il minore è stato arrestato dagli agenti della sezione volanti della questura con accuse pesanti: rapina, lesioni, sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. È stato trasferito nel Centro di prima accoglienza di Sassari e, su decisione del giudice, verrà affidato a una comunità per avviare un programma di recupero. La donna è stata soccorsa e accompagnata in ospedale, i medici le hanno assegnato una settimana di cure. Ma le ferite più profonde - di fronte a situazione familiari così drammatiche - sono quelle che una madre si porta dentro.
I soldi. Il ragazzo cercava soldi, sempre di più. Chiedeva in continuazione, tanto che il sospetto degli investigatori è che avesse cominciato a fare uso di sostanze stupefacenti. Anzi, da qualche tempo prendeva e basta. Con prepotenza. Frugava nelle tasche, nella borsa, ovunque. Giovedì pomeriggio la mamma, 41 anni, l’ha sorpreso nella stanza da letto con le mani nella borsetta. Cercava altro denaro, e di fronte al richiamo della donna ha reagito come una furia.
Violenza. Il sedicenne si è scagliato contro la madre, l’ha graffiata e colpita più volte. Poi l’ha chiusa in un ripostiglio per due ore. A nulla sono valse le disperate richieste di aiuto della donna che ha anche avuto un malore, perché chiusa nello stanzino non riusciva più a respirare. A quel punto il figlio ha aperto la porta e l’ha fatta uscire. Ma quando si è reso conto che stava per chiedere aiuto, le ha tolto il cellulare .
Sequestro di persona. Altre botte, il ragazzo ha trascinato la mamma e l’ha nuovamente chiusa nel ripostiglio per oltre un’ora e mezza. Una attesa interminabile, durante la quale la donna ha veramente rischiato tanto. Lui, con una rabbia in corpo che da oltre un anno ha indirizzato principalmente nei confronti della madre, ha realizzato la gravità della situazione quando la donna ha cominciato a non rispondere più alle sue richieste (soprattutto di denaro). A quel punto ha aperto nuovamente la porta e la donna è tornata libera.
L’allarme. Sono stati attimi terribili. Di fronte alla madre sanguinante e che camminava a fatica, il sedicenne ha forse capito di avere superato ogni limite e di avere spezzato anche l’ultimo filo sottile che aveva consentito di mantenere un rapporto madre-figlio. E mentre la donna recuperava il cellulare per chiedere aiuto alla polizia, anche lui ha digitato il numero del 113 e all’operatore ha detto di avere avuto una “discussione” con la mamma.
L’arresto. Quando gli agenti sono arrivati nell’abitazione, hanno notato che la madre del ragazzo aveva ferite evidenti alle braccia. La donna ha raccontato di essere stata sequestrata per ore, privata del telefonino per evitare che potesse chiedere aiuto. E ha raccontato che le violenze e i maltrattamenti in famiglia andavano avanti da oltre un anno. Il figlio ha cercato di negare su tutti i fronti, ha fornito giustificazioni banali e, in preda a una forte agitazione, ha pensato persino di andare via, banalizzando la violenza. È stato arrestato e su disposizione del magistrato della procura del Tribunale dei minori trasferito nel Centro di prima accoglienza.
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