La Cisl e l’insegnamento di Vincenzo Saba
Convegno sul “sindacato nella realtà presente” ricordando uno dei fondatori della confederazione
SASSARI. Più tutele, nuovi ammortizzatori e formazione per chi perde il lavoro; contratto a tutele crescenti per sostituire i contratti precari; conferma dell'articolo 18 per i licenziamenti illegittimi di tipo discriminatorio e disciplinare; forte riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati; più investimenti per creare occupazione; nuova politica industriale, infrastrutture efficienti e minori costi dell'energia; più contrattazione e partecipazione dei lavoratori nelle scelte aziendali; età di pensionamento flessibile; lotta alla corruzione e agli sprechi a livello locale e nazionale. Sono questi i punti cardine della piattaforma della “nuova” Cisl. «Una visione del sindacato nella realtà presente», come dice il segretario generale della Cisl di Sassari, Gavino Carta che per lunedì, su questo tema, ha promosso un convegno che sarà dedicato a Vincenzo Saba, ozierese, uno dei padri fondatori della Cisl, scomparso a 95 anni, il 21 ottobre di tre anni fa.
Il suo insegnamento come studioso delle relazioni di lavoro e soprattutto educatore di generazioni di sindacalisti, amministratori e politici, sarà ricordato e celebrato nelle parole di chi lo ha conosciuto e da lui è stato formato nel proprio ruolo sindacale: Pasquino Porcu, Andrea Ruiu, Mario Arca, Carlo De Masi, Mario Scotti, Pier Luigi Ledda, Marco Tarantola, Pier Luigi Pinna, Giovanni Serra, Gian Luigi Tolu, Guido Melis.
I lavori, presieduti da Francesco Soddu (presidente del corso di laurea in Scienze della politica e dell’amministrazione) si svolgeranno lunedì, dalle 9, nell’aula magna dell’Università centrale. Dopo i saluti del rettore Attilio Mastino, del segretario Gavino Carta, terranno le relazioni i docenti Andrea Ciampani (Storia del Movimento sindacale, Università Lumsa) e Sebastiano Fadda (Economia politica, Università Roma Tre). Le conclusioni del convegno sono affidate a Oriana Putzolu, segretaria della Cisl sarda.
«Attraverso il lavoro l’uomo realizza sé stesso. Era questo principio ad animare l’opera di Vincenzo Saba - dice Gavino Carta -. Aveva un profondo rispetto dei lavoratori. Li definiva semplicemente così: lavoratori, non gli interessava quale professione svolgessero, il tipo di mestiere, operaio o maestro, o ingegnere. Perchè Vincenzo Saba individuava il valore stesso del lavoro; alla base il bisogno era lo stesso, la dignità e la capacità di realizzarsi che il lavoro offre all’individuo».
Oggi la Cisl si richiama a quei valori, più che mai attuali, che Saba, insieme a Giulio Pastore e Mario Romani, riscoprì sin dalla nascita dell’organizzazione sindacale sorta in un’Italia che si lasciava alle spalle l’epoca terribile della guerra. Quegli Anni 50 in cui si aveva sete di democrazia. Pastore, Romani e Saba riuscirono a interpretare questo desiderio fondando un’associazione sindacale aperta, libera e democratica. Un patrimonio di idee, di studio e solidarietà che ha da sempre caratterizzato questo movimento sindacale e che la Cisl vuole rendere ancora più forte. Non a caso, ieri mattina, l’organizzazione confederale è scesa in piazza, anche a Sassari, per il “Jobs day”, la giornata di mobilitazione nata per diffondere la piattaforma Cisl che si basa su tre principi: aumentare l'occupazione, ridurre la precarietà, ampliare le tutele.
«Porte aperte alla Cisl - sottolinea Gavino Carta -, ai lavoratori e a chi non ha occupazione. Giovani e meno giovani. Tenendo fede all’insegnamento di Vincenzo Saba». (v.manca)
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