Riformatori: referendum «Cambiamo le norme»
Solinas: lo statuto comunale prevede questo strumento che è però inattuabile Saba: presenteremo la proposta alla giunta, ma siamo aperti all’aiuto di tutti
SASSARI. «A Sassari i referendum comunali sono ammessi ma è impossibile effettuarli. Lo Statuto li prevede ma il regolamento comunale è così contorto che sono di difficilissima attuazione». Parole di un partito, i Riformatori Sardi, che di consultazioni referendarie, anche non tra le più facili, se ne intende. E che vuole esportare anche a livello cittadino quello che per loro è lo strumento principe per consultare la volontà dei cittadini, a tutti i livelli e su tutti i temi. «E invece – sottolinea il coordinatore provinciale Michele Solinas – sembra che qualcuno abbia paura di dare voce ai cittadini. Nonostante il referendum comunale sia solo consultivo, nonostante storicamente la politica se ne infischi di quello che i referendum propongono o abrogano. Sembra che dia fastidio proprio l’idea che i cittadini esprimano un’opinione».
E quindi via alla battaglia, non su un referendum da fare: «E vi assicuro – sottolinea sornione Solinas, accompagnato dal neo coordinatore cittadino Michele Saba – che a raccoglier firme e a motivare la gente siamo bravini. E se avessimo voluto avremmo potuto scaldare parecchio gli animi chiedendo di fare un referendum apposta per farcelo impedire». Ma su un regolamento da cambiare: «Vogliamo – spiega Saba – rendere agibile lo strumento referendario. Che oggi è bloccato da lacci surreali. Dal numero di firme necessario spropositato, in proporzione è come se a livello nazionale ne servissero due milioni, a un quorum del 50 per cento, inspiegabilmente più alto di quello del 33 necessario per i referendum regionali. Al divieto di accorpare il voto a quello di altre elezioni. E potremmo continuare, basti solo pensare che per regolamento i referendum non possono riguardare materie che tocchino diritti o interessi. Una previsione così fumosa da includere praticamente tutto».
La proposta: «Una bozza di regolamento – continua Solinas – che presenteremo all’attenzione dell’assessore comunale Grazia Manca, che ha la delega alla Partecipazione democratica. Nella quale saltino alcuni dei tappi più clamorosi che impediscono al celebrazione di referendum, strumento principe per fare in modo che a decidere non siano le solite oligarchie». E, con l’approccio molto pragmatico che da sempre distingue l’operato dei Riformatori, per portare a casa il risultato chiunque la pensi come loro è ben accetto come compagno di viaggio. «Ad esempio – chiude Saba – penso al Movimento 5 Stelle, che dell’uso del referendum, addirittura a quorum zero, come strumento di decisione popolare ha sempre fatto bandiera. Se vogliono partecipare alal nostra battaglia sono ben accetti, come tutti i consiglieri che giudicano maturi i cittadini e cercano in ogni modo di darli possibilità di dire quello che davvero pensano».
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