La Nuova Sardegna

Sassari

Acqua sporca e cara: la gente in piazza

di Gavino Masia

Ieri un sit in spontaneo organizzato attraverso internet contro i disservizi di Abbanoa. Giovedì un incontro del sindaco

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PORTO TORRES. Sono scesi in piazza ieri mattina portando in mano le bollette e nell’animo tanta rabbia per protestare civilmente contro i disservizi che Abbanoa sta attuando da troppo tempo. Il sit in spontaneo convocato attraverso la rete, ha raggiunto l’obiettivo di far uscire i cittadini allo scoperto, per denunciare davanti ai palazzi della politica quel giusto malcontento che accomuna la gente privata del bene più prezioso per la sopravvivenza.

Davanti al palazzo di piazza Umberto I il primo raduno, dove ognuno raccontava lo stato di disagio causato dall’acqua erogata da Abbanoa e la mancanza di notizie certe sui tanti perché del disservizio. Qualcuno ha bruciato le bollette sfidando la sorte, altri hanno indossato la maglia bianca che chiedeva il referendum contro l’ente gestore. Tutti solidali, sotolineando anche le responsabilità della politica che “non ha mai convocato la dirigenza dell’ente in questa città”.

Il corteo si è poi spostato verso il palazzo del Marchese, sede istituzionale del sindaco e della giunta, alla ricerca di un membro dell’esecutivo che potesse relazionarsi con la gente. «Per rendere trasparente l’acqua devo utilizzarne almeno 100 litri – dice Luciano Pala -, così aumentano i consumi e scatta l’aliquota: sono in causa contro Abbanoa perché mi sta facendo pagare anche l’acqua sporca». Ha parlato al microfono per raccontare il suo disagio, Remo Frascarelli, e non riesce a darsi pace: «Il monopolio sul bene principale è inammissibile. Qui si specula, soprattutto per chi percepisce una pensione di 300 euro, e l’altro ieri non mi sono potuto lavare la faccia perché l’acqua era piena di cloro».

Per Tonino Grieco la politica cittadina non ha voce in capitolo: «Si presume che non ci sia neanche la volontà di impegnarsi per risolvere il problema, lasciando così i cittadini cornuti e mazziati». Per Sergio Ruggiu le «riunioni con la gente le deve convocare il sindaco, alla presenza dei vertici di Abbanoa, perché è ora di finirla con questi soprusi». C’è chi ha parlato di anticostituzionalità, Bruno Ciotti, perché Abbanoa obbliga un nucleo di persone a coprire i debiti degli altri: «Molti altri sindaci hanno preso decisioni importanti sul tema dell’acqua pubblica, quindi mi sarei aspettato anche dalla politica locale delle risposte alle legittime richieste dei cittadini». Quando il corteo stava sciogliendosi per il rientro a casa, è spuntato il sindaco Beniamino Scarpa a dare la sua disponibilità per un incontro con i cittadini giovedì alle 17 nella sala conferenze Filippo Canu, possibilmente alla presenza di un responsabile di Abbanoa. Nel colloquio con i manifestanti, inoltre, Scarpa ha elencato le cause giudiziarie e - su loro richiesta - si è impegnato a far pubblicare sul sito internet del Comune gli esiti dell'analisi dell'acqua che l’Asl comunica quando i parametri registrano fuori norma.

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