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«Da nulla a troppo? No, c’è spazio per tutti»

«Da nulla a troppo? No, c’è spazio per tutti»

L’imprenditore che rinnoverà il Moderno spiega perché il progetto Dinamo non gli farà concorrenza

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SASSARI. «Nel grande progetto della Dinamo basket è prevista anche una multisala cinematografica? Non sono semplicemente felice, sono felicissimo: più iniziative ci sono da questo punto di vista e più la gente si riabituerà a vedere i film sul grande schermo». Parola di Alessandro Murtas, 53 anni, uno dei tre operatori culturali che hanno deciso di lanciarsi nell’impresa di rilevare la gestione del cinema Moderno per trasformarlo in una struttura al passo con i tempi e dotata di tre o quattro sale capaci di accogliere complessivamente dai 550 ai 600 spettatori. Lui e i suoi soci non hanno affatto paura di un’eventuale concorrenza da parte della straordinaria iniziativa annunciata da Stefano Sardara, presidente della società biancoblù. Anzi.

«Quello della Dinamo è un progetto imprenditoriale che ovviamente va ben oltre l’aspetto cinematografico e in ogni caso non sarebbe per noi un pericolo - continua Murtas -, non fosse altro perché ci rivolgiamo a un pubblico molto diverso. L’operazione che vogliamo portare avanti al Moderno ha un carattere più culturale che sportivo e commerciale».

Il che, sembra di capire, quando finalmente si farà buio in sala risulterà evidente dalla programmazione. «Noi punteremo soprattutto su film d’autore destinati a un pubblico più ristretto di quello che frequenta le tipiche multisala attive nei centri commerciali e sportivi. È un lavoro che del resto svolgiamo anche a Cagliari, dove il nostro Odissea sopravvive tranquillamente a colossi come The Space e Uci». (a.m.)

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