Elezioni comunali, l’Udc ritira il ricorso
Canalis blocca il Tar che avrebbe potuto “cassare” quattro consiglieri di maggioranza. Ed esplodono le polemiche
SASSARI. Tutto come previsto. Polemiche comprese, iniziate ieri in sordina ma pronte a deflagrare nei prossimi giorni. Con il coordinatore provinciale dei Riformatori Michele Solinas che annuncia il coordinamento di oggi e sottolinea sornione: «Ci sarà molto di cui parlare». E Vanni Azzena di Forza Italia (il primo dei non eletti in consiglio) che non tarderà a farsi sentire. Oggetto del contendere, come è facile intuire, il ricorso presentato al Tar per l’Udc da Ottaviano Canalis sulle scorse elezioni amministrative, in particolare contro due delle liste che appoggiano Nicola Sanna (Ora sì e l'Upc) a suo dire graziate per lo stesso errore (la mancanze della dichiarazione di insussitenza delle cause di ineleggibilità allegata alla lista) che invece era costata l'esclusione della lista dello scudo crociato.
Un ricorso per molti assai fondato, che avrebbe stravolto se accolto la geografia dell’aula del consiglio comunale. L’esclusione di Ora sì e Upc infatti, oltre a “liberare” ben quattro posti in aula (Efrem Carta, Laura Careddu, Giovanna Costa per la civica e Tonino Falchi per l'Upc), avrebbe fatto calar giù il sindaco Sanna dalla stratosferica soglia del 65 per cento dei voti, con conseguente riduzione del premio di maggioranza, e apertura a quattro consiglieri di opposizione (uno per Riformatori e Forza Italia e due per il M5S).
Schema sulla cui validità però il Tar, la cui sentenza era attesa a giorni, non si è potuto pronunciare. Canalis alla fine, come i bene informati avevano annunciato da un mesetto (il nuovo coordinatore cittadino dei Riformatori, Michele Saba, lo ha anche postato la scorsa settimana nella sua pagina facebook) ha infatti ritirato il ricorso. E il Tar ha dichiarato, con una sentenza dello scorso 12 novembre, la faccenda definitivamente estinta.
Inevitabili le polemiche, e le dietrologie, sui motivi del ritiro. Se da una parte è infatti assai probabile che Canalis (e soprattutto Milia) abbia ricevuto pressioni per fare un passo indietro e non mettere a rischio gli equilibri di maggioranza, è anche vero che l’Udc non avrebbe avuto niente da guadagnare in caso di vittoria. E, a quanto pare, alcuni dei nomi che sarebbero entrati in aula non avrebbero un gradimento molto alto nel partito dello scudo crociato. C’è anche da dire che la faccenda, che riguardava gli interessi di più partiti, alla fine era rimasta (anche in senso strettamente economico) tutta sulle spalle di Canalis, che di cicuro non ha gradito.
Fatti privati a parte rimangono sicuramente da dare delle risposte più squisitamente politiche. Che probabilmente le opposizioni, questa volta unite, chiederanno all’Udc. Il colpo che poteva arrivare alla giunta Sanna era potenzialmente forte, e il non avere nemmeno provato a sferrarlo merita una spiegazione.
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