Dalla Regione i soldi per le emergenze
All’ente intermedio vanno 1,3 milioni di euro da destinare alla società in house e ai servizi di assistenza agli studenti disabili
SASSARI. La buona notizia è che ieri mattina la giunta regionale ha fissato con una delibera i criteri di ripartizione dei 5 milioni di euro stanziati per l’assestamento di bilancio delle Province. E che all’ente intermedio di piazza d’Italia vanno quasi 1,3 milioni destinati in particolare alla Multiss, così da garantire almeno sino ai primi mesi del 2015 il funzionamento delle scuole, la manutenzione stradale, la sicurezza ambientale, la lotta agli insetti e l’assistenza e il trasporto agli studenti disabili. Quella meno confortante, di notizia, è che questo denaro - sufficiente comunque per far tornare subito al lavoro i 180 operai della società in house e i 60 assistenti degli scolari affetti da handicap - basterà appunto per pochissimo tempo. Poi, dopo la boccata d’ossigeno auspicata e benedetta da tutti, si tornerà a temere l’asfissia. Perché, giusto per dirla come il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, ieri presente all’assemblea pubblica convocata dalla Provincia nella sala Angioy, «anche se la Regione è impegnata a garantire almeno i servizi essenziali, la situazione è disastrosa».
Un quadro complessivo drammatico che infatti ha portato a riunirsi tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel tema dei trasferimenti di risorse economiche. Ieri, seduti al tavolo insieme con la presidente della Provincia Alessandra Giudici («Così non si può andare avanti, la nostra protesta non è autoreferenziale») e alla vicepresidente Alba Canu, c’erano anche i portavoce del mondo della scuola, i sindacati e le forze sociali del territorio, pronti a denunciare la grave situazione che sta caratterizzando la vita nei sessantasei comuni del Sassarese. Margherita Puledda, rappresentante degli studenti del liceo artistico, ha scioccato l’intero uditorio quando ha ricordato che nel suo istituto 14 alunni disabili su 22 non stanno frequentando le lezioni perché al momento sono privi della necessaria assistenza di base ed educativa. «Se tolgono il diritto allo studio a questi nostri compagni lo stanno togliendo pure a noi normodotati», ha concluso tra gli applausi. «Il rischio è di privare i ragazzi disabili anche del diritto a socializzare - ha aggiunto Giovanna Tuffu, presidente dell’Angsa - e siamo preoccupati per quello che succederà a partire dal prossimo gennaio». Identico timore sollevato dal segretario provinciale della Cgil Funzione pubblica Paolo Dettori («Il nostro è l’ennesimo grido d’allarme per far sì che i nostri figli crescano in una società civile») e da Gianfranco Piredda, sindacalista della Multiss («I lavoratori e i cittadini stanno pagando per le scelte sbagliate della politica, a tutti i livelli»).
Durissimo anche l’intervento del preside del liceo Azuni Massimo Sechi. «Si parla tanto di buona scuola - ha detto -, ma la scuola è fatta anche di tanti altri servizi che vanno oltre la didattica: se non c’è corrente elettrica, non c’è riscaldamento e i tetti crollano perché non si fa la manutenzione allora noi dirigenti scolastici non siamo più disposti a prenderci responsabilità penali».
Poi l’intervento del presidente Ganau, che ha scatenato un piccolo battibecco con Alessandra Giudici. «Credo sia necessario ricordare - ha detto - che il consiglio regionale, forse per la prima volta nella storia dell’autonomia sarda, ha approvato un provvedimento urgente specifico che ha consentito di anticipare alla Provincia di Sassari 600mila euro per far fronte alle emergenze del territorio. E che è stata approvata meno di un mese fa una legge capace di costituire un fondo di cinque milioni di euro per le Province con particolare riguardo alle partecipate (quella della delibera di ieri, appunto - ndr). La Regione - ha concluso Ganau - ha anche ripristinato in parte il fondo unico con 35 milioni di euro: forse si tratta di risorse non sufficienti a far fronte a tutti i disagi del territorio, ma sono utili per affrontare le urgenze».
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