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Mai più il requisito dell'altezza nei concorsi

Già approvata in Senato, arriva alla Camera la legge che abolisce i limiti sulla statura per l'ammissione alle selezioni di forze armate, polizia e vigili del fuoco: l'annuncia Pier Paolo Vargiu presidente della commissione Affari sociali

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SASSARI. La legge che abolisce gli attuali limiti di altezza per i concorsi delle forze armate, polizia o vigili del fuoco, già approvata dal Senato, arriva mercoledì prossimo in aula alla Camera. Lo annuncia Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio e deputato dei Riformatori, secondo il quale si tratta di «un'ottima notizia per i tanti giovani» che sognano di far i militari o di entrare in altri corpi.

La legge che sarà approvata abolisce gli attuali limiti: 165 centimetri per gli uomini e 161 per le donne. «Limiti incomprensibili, che spesso hanno penalizzato la capacità e il merito di tanti cittadini e in particolare dei sardi, impediti a concorrere esclusivamente per via della statura - ha aggiunto Vargiu - la media dei sardi è di 171 centimetri, più bassa di quella nazionale di 3,1 centimetri, nonostante abbia il primato nel trend di crescita tra tutte le regioni italiane negli ultimi 50 anni. Una discriminazione che era diventata ancora più drammatica per tanti giovani motivati a servire lo Stato, in un momento come questo, povero di opportunità professionali. Da ora in avanti, si concorre finalmente per attitudine e bravura non certo per centimetri».

«Come già è successo al Senato - ha precisato Vargiu - tutte le forze politiche sono pronte a votare favorevolmente per una soluzione logica che ci allinea ad altri Paesi europei, prevedendo idoneità di requisiti fisici complessivi e superando anacronistici, rigidi vincoli di statura».

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