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Sassari

Sos al prefetto : «Convochi il Consiglio»

Sos al prefetto : «Convochi il Consiglio»

La minoranza vuole discutere sul Maestro di Castelsardo e sul messaggio agli alunni “copiato”

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CASTELSARDO. Per ottenere la convocazione del consiglio comunale, il gruppo di minoranza si rivolgono al prefetto Salvatore Mulas, al direttore generale dell’assessorato regionale agli enti locali Antonella Giglio ed al direttore generale di Sassari, Giuseppe Luigi Deligia. La normativa infatti prevede che il sindaco debba “convocare il consiglio comunale entro venti giorni quando lo richiedano un quinto dei consiglieri comunali e di porre all’ordine del giorno le questioni richieste”. Il gruppo di opposizione “Castelsardo 3.0” , composto da Matteo Santoni, Roberto Fiori , Assunta Palmas, Daniele Gazzano e Loredana Bianco, rivendica il diritto a discutere in consiglio le tre interrogazioni poste al sindaco, la prima delle quali risale ormai allo scorso 8 settembre. Nella prima interrogazione si chiedeva la revoca degli incarichi assessoriali al vice sindaco Salvatore Suzzarellu che aveva diffuso nelle scuole cittadine una lettera agli scolari castellanesi, a sua firma, che risultò essere copia esatta di quella scritta e mandata ai suoi studenti dal primo cittadino di Melicucco, un Comune calabrese.

Il 4 novembre venne richiesto di discutere in consiglio la questione dell’ opera del Maestro di Castelsardo dopo che il direttore dei beni culturali della diocesi di Ampurias, don Francesco Tamponi, aveva dichiarato, in diretta radiofonica nazionale, che la famiglia del sindaco possiede un quadro del pittore quattrocentesco. L’ultima interrogazione è del 19 novembre ed ha come tema l’utilizzo della posta certificata per la corrispondenza del Comune.

«Evidentemente nessuno di questi argomenti è di gradimento alla maggioranza , nè hanno fretta di discuterne pubblicamente in sede ufficiale – conclude il capogruppo di minoranza Matteo Santoni –, ma la normativa in materia è chiara: si parla di venti giorni, sono trascorsi oltre due mesi e mezzo».

Donatella Sini

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