Sassari, la ricetta rosa scompare ed è polemica
Rivoluzione e confusione per i medici di base che devono applicare la legge sulla “dematerializzazione del cartaceo”
SASSARI. La vecchia ricetta rosa va in pensione. Dovrebbe essere sostituita da una trasmissione telematica dei dati in essa contenuti, direttamente al ministero delle Finanze, alle Regioni e quindi dal Sar (Sistema di accoglienza regionale) alle farmacie che possono così dare al paziente il medicinale richiesto.
Il decreto Balduzzi. Una rivoluzione prevista dal decreto del ministro Renato Balduzzi sin dal luglio 2010, nel quale si parla di “dematerializzazione della ricetta cartacea”. Obiettivo: registrare il tutto - informatizzare -, ed eliminare carta. Tutto semplificato e un grazie dall’ambiente? Neanche per sogno, la ricetta rosa scompare, ma la carta alla fine, come vedremo, non scomparirà. Tra l’altro, i medici di base si sentono come fagocitati dalla burocrazia che, in Italia, si sa, è sempre abbastanza ingarbugliata da portare confusione.
La riforma. «Il nuovo sistema sarebbe molto utile se fosse pronto - dice Antonello Desole, vice segretario vicario Fimmg (Federazione italiana medici di Medicina generale) - se il sistema Medir (Medici in rete) -, se tutti i medici (Generalisti e Ospedalieri) potessero iniziare la procedura insieme, invece, le strutture pubbliche continueranno ad usare la ricetta rosa ingenerando confusione negli utenti; e, inoltre, il sistema regionale non è ancora pronto a ricevere l’immensa mole di dati che i medici riverseranno sullo stesso».
Appare quindi una partenza ad handicap, frettolosa e che porterebbe come unico vantaggio il risparmio dei ricettari rosa mentre per pazienti e medici potrebbe rivelersi un sistema farraginoso e meno fruibile di quello attuale.
Il foglio A4. Infatti, la dematerializzazione sarà solo nominale essendo la ricetta rosa in realtà sostituita da un foglio bianco A4 (promemoria inutile ai medici ma utile ai farmacisti per applicare le fustelle), più grande e ingombrante (maggior spreco di carta), il risparmio sarà virtuale e la maggior spesa a carico dei medici che dovranno munirsi dei fogli bianchi e di stampanti a tre carrelli: «Ne esistono? - si chiede polemicamente Desole -: uno per le comuni ricette bianche, uno per le rosa che rimarranno per le prescrizioni specialistiche e uno per il nuovo A4 della dematerializzata che dovrà peraltro avvenire con un particolare tipo di carta, non la comune A4».
Pochi vantaggi. Insomma, il vantaggio per l’assistito si perde perchè mentre con una dematerializzata vera (solo trasmissione dati) il paziente avrebbe potuto recarsi direttamente in farmacia ed avere i medicinali prescritti on line dal medico, in questo modo il paziente dovrà recarsi comunque dal proprio medico e aspettare - presumibilmente con un po’ di fila in più - che lo stesso dottore (non la segretaria, come avviene ora) digiti la ricetta. «A ciò - dice il vice segretario Fimmg - si aggiunga la grande confusione nella prescrizione dei farmaci derivante dalla ricetta dematerializzata del medico di base, quella bianca comune dei farmaci a pagamento, e le ricette rosa per farmaci e prescrizione esami che rimarranno in uso da parte delle strutture pubbliche».
La confusione. Difficile immaginare una maggior confusione a fronte del solo risparmio dei ricettari rosa ma con l’aggravio di tempo per il paziente e di costi per i medici di medicina generale, e purtroppo, questi risultati appaiono ancora più inadeguati se si considera che, ad oggi, per l’applicazione della riforma Balduzzi la Regione avrebbe speso 20 milioni di euro.
Le proposte. Di fronte a queste ipotesi di caos burocratico, quale soluzione può essere adottata?
«Intanto - commenta Antonello Desole - aspettare che tutti i comparti Medici, sia dipendenti delle strutture che medici di medicina generale possano partire insieme evitando confusione nei pazienti. Arrivare a una dematerializzata vera, cioè non sostituire carta rossa con carta bianca ma adeguare i sistemi informatici di tutto il comparto in modo che i dati on line dagli studi medici arrivino alle farmacie dove gli stessi farmacisti possano dispensare il farmaco stampandosi direttamente loro il promemoria per la fustella, evitando così per le prescrizioni abituali il passaggio dal medico di base con risparmio di tempo per i pazienti e di carta per i medici, evitando così un ulteriore aggravio di burocrazia che inevitabilmente toglie tempo alla clinica».
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