Cacciato via dall’Asinara: «È pericoloso»
Provvedimento del questore contro Antonio Canu, nato e cresciuto nell’isola. L’avvocato: trattato come un mafioso
SASSARI. È nato all’Asinara, è figlio dell’isola, ha un rapporto speciale con quella terra dove ha vissuto per 37 anni. Suo padre era un agente di polizia penitenziaria nel carcere che durante gli Anni di piombo ospitò anche membri delle Brigate Rosse.
Dell’isola ha preso il carattere selvaggio, ribelle – tanto da esser conosciuto con il nome di “Tempesta” – un attaccamento quasi morboso: ma ora Antonio Canu, classe 1978, all’Asinara non potrà mettere piede per tre anni. Il “foglio di via” è stato emesso dal questore di Sassari Pasquale Errico. Si tratta di una misura di prevenzione «inserita – spiega l’avvocato Rita Vallebella che tutela Canu – nel codice delle leggi antimafia (decreto legislativo 159/2011 ndc). Assolutamente sproporzionata, quindi, al caso del mio assistito considerato che la sua condotta sociale esula dalle ipotesi previste dalla norma che è stata applicata».
Ma perché il questore arriva a prendere questa decisione? «Antonio Canu – spiega il legale – a un certo punto della sua vita si è ribellato a quella che lui considerava un’ingiustizia: la perdita del posto di lavoro all’Ente Parco. Non gli è stato rinnovato il contratto e da quel momento ha cominciato una battaglia personale abbastanza forte». Il 37enne si è incatenato, ha esibito striscioni di protesta, ha occupato una casa diroccata pur di non lasciare l’isola. Ha sicuramente dato fastidio, perché una condotta simile, in un’isola parco meta di turismo, certamente non può essere ammessa. «Ma da qui ad applicargli una misura dello stesso tipo di quelle destinate ai mafiosi ce ne passa» sostiene l’avvocato che qualche giorno fa ha presentato ricorso al prefetto contro il provvedimento di Errico.
Nel foglio di via il questore elenca i motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione e fa riferimento a precedenti segnalazioni che riguardavano Canu: «Guida di veicoli in stato di ebbrezza, uso di stupefacenti, occupazione abusiva a Cala d’Oliva di un immobile di proprietà dell’Agenzia della conservatoria e delle coste della Regione, fatiscente e sprovvisto di condizioni igienico sanitarie, senza energia elettrica né impianto idrico e di riscaldamento. Installazione di allacci abusivi e di una canna fumaria senza autorizzazione nonostante l’edificio fosse sottoposto a tutela patrimoniale paesaggistica. E poi denunce per invasioni di terreni e danneggiamento. Oltretutto – prosegue il questore – Canu risiede a Uri e non svolge alcun lavoro nell’isola e i precedenti di polizia a suo carico portano a ritenere che sia un soggetto socialmente pericoloso».
Tempesta, terrorizzato all’idea di lasciare la sua terra si è rivolto a un avvocato. La Vallebella ha ascoltato la sua storia e ha deciso di assisterlo, «anche perché il suo casellario giudiziario risulta pulito». Nel ricorso al prefetto di Sassari il legale ha elencato tutti motivi per i quali la misura deve essere a suo avviso annullata: tra tutti il fatto che «ai fini dell’adozione del foglio di via obbligatorio il questore deve accertare la sussistenza di due presupposti necessariamente concorrenti e cioè: che si tratti di un soggetto inquadrabile in una delle categorie previste dall’articolo 1 del decreto 159/2011 e che lo stesso soggetto risulti pericoloso per la sicurezza pubblica. Presupposti che non esistono e che quindi rendono illegittima la misura».
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