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La Tasi resta invariata, ora si paga l’Imu agricola

La Tasi resta invariata, ora si paga l’Imu agricola

PUTIFIGARI. La tassa Tasi resta invariata mentre ora si paga l’Imu agricola. Nell' ultima seduta del consiglio comunale, infatti, sono state approvate le aliquote Tasi e Imu per il 2015, adempimenti...

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PUTIFIGARI. La tassa Tasi resta invariata mentre ora si paga l’Imu agricola. Nell' ultima seduta del consiglio comunale, infatti, sono state approvate le aliquote Tasi e Imu per il 2015, adempimenti propedeutici all'approvazione del nuovo bilancio di previsione, che sarà sottoposto all'approvazione dell'organo consiliare nei prossimi giorni. Per quanto riguarda la Tasi, niente di nuovo rispetto all'anno precedente, in quanto viene confermata l'aliquota dell'1 per mille.

Novità, invece, per l'Imu. Alla luce delle recenti disposizioni statali, con le quali anche i terreni agricoli per i comuni ubicati al di sotto di un'altimetria di 280 metri rispetto al livello del mare, dal 2014 sono assoggettati a tale imposta. Putifigari, che ha un'altimetria di 267 sul livello del mare, e quindi veramente per una manciata di centimetri, è obbligato a far pagare l'Imu agricola a partire dal 2014, mentre fino ad allora era esente.

Alla luce del pesante gettito 2014 su alcuni cittadini, dovuto ad un'aliquota del 7,6 per mille, stabilita dallo Stato e non modificabile dal Comune (in quanto - è il caso di sottolinearlo - l'obbligo di pagare l'imposta sui terreni è sorto a novembre 2014), quest'anno è stata stabilita un'aliquota del 4,6 per mille, ossia il minimo consentito dalla legge; non è infatti possibile, come detto, stabilire un'aliquota più bassa.

Sugli altri immobili restano invariate le aliquote Imu del 2014, fissate al 4,6 per mille per i fabbricati e al 5,5 per mille sulle aree fabbricabili.

«Siamo consapevoli delle difficoltà incontrate da numerosi contribuenti per pagare l'Imu - afferma il sindaco Giancarlo Carta - e, nonostante i drastici tagli sui trasferimenti statali in favore dell'ente, ormai prossimi allo zero, che mineranno fortemente l'erogazione di alcuni servizi, abbiamo ritenuto andare incontro alle famiglie. Certo è che di questo passo i comuni saranno ridotti a diventare semplicemente dei meri esattori di imposte per conto dello Stato, non potendo più disporre di adeguate risposte per i crescenti bisogni della collettività. Si tratta ormai - conclude Carta - di un grido d'allarme diffuso in tutta Italia, ma che continua ad essere inascoltato dallo Stato».

Nella stessa seduta consiliare è stato approvato il piano di razionalizzazione delle società partecipate, ed è stato deciso di uscire dal Sistema Turistico Locale del Nord Sardegna.

Leonardo Arru

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