La nuova Questione sarda in ricordo di Paolo Dettori

Un convegno-seminario sui cambiamenti avvenuti dalla nascita della Regione Spopolamento, disoccupazione, ma anche governance e Unione Europea

SASSARI. Esiste una nuova “Questione sarda”? O, meglio ancora: quando parliamo di “Questione sarda” parliamo, oggi, di qualcosa di diverso da quello di cui parlavamo trenta-quaranta anni fa? In poche parole: il mondo (e quello sardo non meno degli altri) è talmente cambiato da quando è nata la Regione sarda che forse bisogna cominciare a parlare della “Questione sarda” in termini differenti da quelli che abbiamo usato per tanto tempo e che forse, anche per una certa stanchezza del dibattito, usiamo ancora. È il tema del convegno-seminario che il “Centro studi autonomistici” intitolato a Paolo Dettori organizza per domani nella Sala Angioy di Palazzo della Provincia con due sessioni, una al mattino, ore 9.30, e una al pomeriggio, ore 16.

Paolo Dettori, tempiese di nascita ma sassarese di lunga adozione, fu negli anni fra il 1956 e il 1975, anno della sua morte prematura (aveva soltanto 49 anni), un protagonista della politica regionale: assessore nelle Giunte Corrias e Delrio in diversi periodi della sua permanenza nel Consiglio regionale, fu anche presidente della Regione dal 1966 al 1967 con una Giunta Dc-Psd'A e quindi presidente del Consiglio regionale dal1968 al 1969. Da allora il “Centro studi” intitolato a lui organizza nella ricorrenza della sua morte un convegno in cui uomini politici e studiosi regionali e nazionali vengono chiamati, praticamente, a fare il punto sulle condizioni della Sardegna e sull'azione della Regione: Pietro Soddu, fondatore e ora presidente del Centro, ricorda sempre un convegno di diversi anni fa in cui furono contemporaneamente presenti Gustavo Zagrebelsky, Leopoldo Elia e Ugo De Siervo, futuri presidenti della Corte Costituzionale (e insieme a loro anche Roberto Ruffilli).

Il seminario di domani si articola in due sessioni. Una, al mattino, si apre con una relazione di Giulio Angioni su “La Sardegna dalla prima alla seconda modernizzazione”, con interventi nel dibattito di Gianfranco Ganau, Eva Garau, Martina Giuffré, Giacomo Mameli, Luciano Marrocu, Arturo Parisi, Gian Mario Selis, Simplicio Sotgiu; l'altra, al pomeriggio, si apre con una relazione di Guido Melis su “Crisi delle istituzioni e nuova società. Esiste ancora una Questione sarda?”, con interventi di Alessandro Aresu, Giovanni Columbu, Salvatore Cubeddu, Giorgio Macciotta, Matteo Marteddu, Mario Medda, Pietro Pinna, Franciscu Sedda, Francesco Soddu, Renato Soro. Chiuderà il dibattito il presidente della Regione prof. Francesco Pigliaru, le conclusioni sono affidate allo stesso on. Soddu.

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