Riaprire le cave: no del sindaco

L’ipotesi riguarda il sito di “Su Padru” a Ossi. Lunedì consiglio comunale e assemblea con i cittadini

OSSI. Le cave ubicate alla periferia del paese e utilizzate per lungo tempo dalla Italcementi, potrebbero presto riaprire. Ma l’ipotesi, che è stata presentata alla regione da un imprenditore turritano, lascia perplesso il sindaco che per lunedì prossimo ha indetto un’assemblea popolare chiamando a raccolta il consiglio comunale e la cittadinanza.

Il progetto per la ripresa dell’esercizio di cava per la produzione e valorizzazione di inerti e calcare per uso civile e industriale denominata “Su Padru” in località Rocca Ruja è stato depositato dalla società “Industriale Monte Rosè spa” di Porto Torres in Regione, all’assessorato dell’Industria – Servizio attività estrattive, l’assessorato Difesa dell’Ambiente – Servizio Savi e agli altri uffici competenti con richiesta di avvio della procedura di verifica. Il procedimento è stato avviato dal Servizio di sostenibilità ambientale (Savi) il 19 maggio. Chiunque abbia interesse può consultare la relativa documentazione in Regione, Servizio Savi; all’Ufficio tecnico del Comune di Ossi e nel sito www.sardegnaambiente.it e produrre osservazioni in forma scritta entro 45 giorni dalla pubblicazione nel sito citato.

Considerato che la cava di Su Padru è ubicata a breve distanza dall’abitato la società richiedente si propone di adottare tutta una serie di attenzioni particolari nello sviluppo delle singole attività connesse con il ciclo produttivo per compenetrare al massimo le esigenze della produzione con quelle dei residenti all’intorno. In effetti quello della distanza delle cave dall’abitato è stato sempre il punto critico dell’attività estrattiva di Su Padru.

Il sindaco Giovanni Serra preannuncia opposizione da parte del Comune per tutta una serie di motivi che porterà a conoscenza dei cittadini in un consiglio comunale aperto che si terrà lunedì alle ore 18,30 non nella solita sala adunanze del Palazzo Baronale, ma al cinema Casablanca per favorire la partecipazione dei residenti. Una richiesta di “decadenza dell’autorizzazione” era già stata avanzata nell’ottobre 2013 dall’ex sindaco Lubinu in seguito ad un pronunciamento del consiglio comunale che proponeva di destinare l’area all’installazione di un impianto fotovoltaico al servizio del paese.

La cosa evidentemente non è andata avanti e ora si torna punto e a capo con la Industriale Monte Rosè che subentra alla Italcementi. Da un primo sopralluogo, fa sapere Serra, le case arrivano all’incirca a 400-600 metri dalle cave, mentre la tensostruttura è a una distanza di soli 450 metri. Il rischio per la vivibilità della zona per il primo cittadino è serio. Entro il 12 luglio il termine per la presentazione delle osservazioni.

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