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Sassari

Ossi, figlio violento può tornare a casa

In tribunale il racconto di una vita segnata dall’abuso di alcol Condannato a 2 mesi solo per il reato di danneggiamento

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SASSARI. Era stato arrestato all’inizio dell’anno con l’accusa di avere minacciato e maltrattato gli anziani genitori e una sorella, chiedendo continuamente denaro (fino a 60mila euro) per ripianare debiti di gioco. Una storia di soprusi e angherie andata avanti per anni - dal 2008 ai primi giorni del mese di gennaio 2015 - e conclusa con l’intervento dei militari in soccorsi dei familiari dell’uomo che si erano barricati in casa.

L’altra mattina l’uomo - G.L. M., 43 anni di Ossi - è comparso in tribunale davanti al giudice (assistito dall’avvocato Antonio Secci) che lo ha assolto dal reato più grave dei maltrattamenti continuati e lo ha condannato a due mesi per danneggiamento. Revocato anche il divieto di avvicinarsi l’abitazione dei familiari.

La sentenza è arrivata dopo che in udienza sono stati sentiti cinque testimoni (tra cui i familiari vittime delle violenze) che hanno sì confermato alcuni episodi carrateriizati da reazioni violente da parte di G.L.M., ma hanno anche ricostruito la storia personale dell’uomo. Dopo un grave incidente stradale, nel quale aveva perso la vita la moglie, l’uomo infatti era caduto in uno stato di grave depressione e aveva cominciato a fare uso di sostanze alcoliche. Una situazione che è peggiorata con il passare degli anni, anche con la perdita del lavoro e le continue richieste di denaro (per l’alcol e per il gioco).

I tentativi di fare fronte alle difficoltà erano stati diversi ma con risultati poco apprezzabili. I familiari, comunque, avevano tollerato le reazioni violente dell’uomo, cercando di limitare i danni e nella speranza che la vicenda potesse risolversi con gli aiuti necessari.

Invece, nei primi giorni di gennaio, G.L.M. era stato arrestato dai carabinieri che erano dovuti intervenire in piena notte. In preda ai fumi dell’alcol, dopo avere minacciato gli anziani genitori, l’uomo aveva continuato con il suo atteggiamento violento, cercando di abbattere la porta di ingresso dell’abitazione della sorella, dove padre e madre si erano rifiugiati.

Arrestato e poi scarcerato, all’uomo era stato imposto il divieto di avvicinarsi all’abitazione dei genitori, dove fino a quel momento era stato ospitato. Ora anche quell’obbligo è stato rimosso.

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