La Nuova Sardegna

Sassari

simposio internazionale

Il cadmio, uno “sconosciuto” che uccide

SASSARI. Per parlare di cadmio sono arrivati da 18 Paesi di tutto il mondo: medici epidemiologi, oncologi, igienisti, cardiologi, biologi, biotecnologi, ma anche agronomi, veterinari e botanici. Il...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Per parlare di cadmio sono arrivati da 18 Paesi di tutto il mondo: medici epidemiologi, oncologi, igienisti, cardiologi, biologi, biotecnologi, ma anche agronomi, veterinari e botanici. Il cadmio è un metallo estremamente tossico che provoca numerose patologie tra cui alcune letali come attacchi di cuore, cancro e diabete. È un metallo molto utilizzato in agricoltura e nell’industria, quindi è un importante contaminante ambientale.

«Il cadmio - ha spiegato Roberto Madeddu, docente di Istologia dell’Università di Sassari e componente del gruppo mondiale di ricerca - è un metallo pesante altamente tossico e cancerogeno anche a basse concentrazioni, che tende ad accumularsi negli organismi viventi e negli ecosistemi».

Lo si può trovare come elemento naturale, o dovuto a contaminazione nel terreno, nelle acque reflue e salmastre. Si trova inoltre nelle vernici, nelle industrie, nelle miniere, nei tegami di bassa qualità, nei prodotti agricoli che assorbono il cadmio dal terreno, come riso, legumi, cacao, prodotti vinicoli, prodotti ittici (mitili delle coste), frattaglie di animali (di largo consumo alimentare nella tradizione sarda).

È presente anche nelle sigarette e nelle batterie nichel-cadmio, una delle principali fonti di provenienza di questo metallo.

Durante il congresso è stata presentata la Isrct, International society research cadmium and toxicology, con sede all'Università di Sassari, presieduta per il prossimo triennio da Roberto Madeddu.

«I lavori - dice Madeddu -non hanno interessato solo il mondo scientifico ma soprattutto le aziende, che hanno dato un grosso contributo alla riuscita del simposio, particolarmente interessati alle informazioni emerse dal dibattito e allo stesso tempo si sono costruite le basi per nuove iniziative future. Queste tematiche devono essere affrontate e sviluppate non solo dal mondo scientifico ma da noi tutti, perché ne va della nostra salute. È importante in futuro strutturarsi in modo che la nostra regione si adotti di un piano strategico scientifico perché il futuro passa attraverso, gli alimenti, l'ambiente e la salute».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative