«Basta promesse, non si gioca col fuoco»
Cgil e Uil all’attacco: servono uomini e mezzi per garantire la sicurezza e il pronto intervento. Nuove manifestazioni
SASSARI. Non si gioca con l’emergenza, e non si forniscono impegni quando servono certezze perché in ballo c’è la sicurezza del territorio e la vita delle persone. Non si placa la polemica sul mancato potenziamento degli organici e dei mezzi per i vigili del fuoco del comando provinciale di Sassari che vanno incontro alla stagione antincendio tra mille difficoltà.
La protesta potrebbe sfociare nei prossimi giorni in un sit-in di sensibilizzazione che le organizzazioni sindacali stanno mettendo a punto in queste ore. Ieri Roberto Maninchedda e Davide Corveddu - rispettivamente della segreteria Cgil-Funzione pubblica e Uilpa Vigili del fuoco - hanno preso posizione in maniera decisa di fronte «alle ultime fantasie che non cambiano assolutamente lo stato delle cose».
I mezzi. La storia dei mezzi è costellata da una variegata tipologia di promesse, con spostamenti che dovrebbero avvenire da una regione all’altra e che - stranamente - si fermano sempre da qualche altra parte prima di arrivare in Sardegna. «A Sassari si continua a sostenere l’arrivo di un mezzo nuovo – affermano Maninchedda e Corveddu – ma ci si dimentica che è stato donato dal Parco nazionale della Maddalena, che ha più di 12 anni di vita ed è stato verniciato di rosso in questi giorni, targato VF solo dopo che come sindacato abbiamo dovuto scrivere e sollecitare più volte. Tra l’altro non è ancora operativo». Il parco macchine ha mediamente una anzianità di 25 anni e decine di migliaia di chilometri percorsi, per cui c’è sempre il rischio che qualche imprevisto possa verificarsi durante gli interventi di soccorso.
Gli organici. Secondo le intese, nella provincia di Sassari l’incremento degli organici avrebbe dovuto essere di 26 unità, ma i conti non tornano.
«Vai a guardare bene – proseguono Maninchedda e Corveddu – e scopri che il numero si riduce a 17 e poi scende a 15 se si detraggono i due colleghi destinati a Milano e Torino. Come si fa a continuare a credere a questa lotteria dei numeri?».
Vuoti pericolosi. La costa nord della sardegna è pericolosamente vuota. «Una desolante assenza – secondo i rappresentanti della Cgil-Fp e la UilPa – perché succede che la prima postazione dei vigili del fuoco sia a 40 minuti di distanza. Provate a immaginare una città come Firenze che deve aspettare l’arrivo dei pompieri da Pisa, o magari Cagliari da Oristano. É un fatto incredibile per una regione che vede nel turismo una fonte di reddito e un elemento fondamentale del piano di sviluppo».
I 500 vigili del fuoco di Sassari «dicono no a manovre che non portano risultati e chiedono certezze immediate».
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