Industria, Cisl e Uil contro Regione ed Eni
Giovanni Tavera (Uiltec) e Luca Velluto (Femca) denunciano i ritardi per le bonifiche e la chimica verde
SASSARI. C’è un grande silenzio sul progetto della chimica verde e sul futuro del polo industriale di Porto Torres. Un silenzio che preoccupa i lavoratori e dei quali si sono fatti portavoce i segretari di Uiltec-Uil Giovanni Tavera e Femca-Cisl Luca Velluto. I due dirigenti sindacali focalizzano i loro interventi (separati) su argomenti leggermente differenti, ma entrambi individuano due responsabili principali e cioè Regione Sardegna ed Eni-Novamont-Matrìca. Questi ultimi sembrano essersi impantanati nei meandri burocratici delle bonifiche e per questa ragione Tavera si augura che «quella che si dovrebbe tenere nel mese di novembre possa essere una conferenza di servizi decisoria e che il progetto Nuraghe possa iniziare il suo reale percorso di bonifica. La lunga e importante battaglia per le bonifiche, percorso che deve vedere una sinergia istituzionale che allontani gli appetiti e le polemiche personali, significa per il territorio sia risanare falde e terreni inquinati, ma anche dedicare tali aree a nuove realtà industriali che possano essere legate a iniziative sostenibili come gli impianti Matrica». Tavera, inoltre sottolinea l’abbandono della filiera agricola e «tutto quello che è stato fatto fino ad oggi è dovuto solo ad accordi fra privati». Ma ce n’è anche per l’aspetto energetico il segretario della Uiltec rimarca che «a oggi non vi sono più notizie su quale tipo di soluzione la giunta regionale voglia puntare (rigassificatori o hub) lasciando nell'incertezza realtà industriali che potrebbero giovare di una infrastruttura così essenziale e strategica».
Durissimo con la Regione Luca Velluto secondo il quale «è scomparsa completamente. Incompetente nella sua assurda assenza. Dal novembre del 2014 siamo in attesa dei tavoli tematici che erano stati creati e voluti in un addendum, ma a prescindere da questo non è interessata alla chimica verde, ma alle dismissioni». Velluto mette sotto accusa anche le istituzioni locali, a partire dal Comune di Porto Torres «che è la prima parte in causa dovrebbe fare di più e non solo portare solidarietà ai cancelli bloccati dai lavoratori. Dovrebbe garantirne il proseguo lavorativo chiedendo conto, a Eni, Novamont, Regione Sarda e al Governo Nazionale, del rispetto di quel protocollo e degli investimenti previsti perché solo così si vedrà un futuro». Un ultima stoccata è per i vertici di Novamont e Versalis «impegnati in beghe economiche e gestionali, che bloccano le prospettive future».
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