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Sassari

Giunta, è scontro sull’azzeramento

di Giovanni Bua
Giunta, è scontro sull’azzeramento

L’opposizione: gli assessori firmano delibere e prendono lo stipendio. Il sindaco: riunioni solo per atti indifferibili

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SASSARI. Opposizioni protagoniste nell’ennesimo giorno di stanca nella trattativa per il rimpasto di giunta. Mentre sindaco e Pd cercano la difficile quadra (ieri si è riunita la segreteria provinciale), e i piccoli vanno di nuovo in fibrillazione discutendo quanto debba essere lunga la loro fiducia alla assessora al Bilancio Amalia Cherchi (si oscilla tra un mese e un anno), Giancarlo Carta (FI) e M5S vanno all’attacco sull’azzeramento di giunta, che azzeramento in realtà non è mai stato. Con il sindaco che replica: «Riunioni solo per atti urgenti».

Sottigliezze, verrebbe da pensare, visto che alla fine dei giochi le deleghe verranno comunque tutte o quasi riassegnate, o addirittura atto responsabile, visto che in attesa che la crisi esca dalle ennesime secche la squadra di governo ha potuto continuare la sua attività senza costringere la città alla totale paralisi.

Rimane però il fatto che il presunto “tutti a casa” in giunta, annunciato per rendere plastica la cesura tra prima e dopo il rimpasto e dare il via alle contrattazioni nella caotica casa del centrosinistra, in realtà era solo un atto politico. E le opposizioni, che ben lo sapevano, hanno atteso il momento giunto per assestare la stoccata.

«Dal 22 settembre – attacca Giancarlo Carta (FI) – con una nota in pompa magna gli assessori annunciano le loro dimissioni dall'incarico. Da quel giorno non vanno più in assessorato ma partecipano alle giunte. Da un controllo al protocollo non risultano le loro dimissioni. Quindi le dimissioni sono finte e questi signori pur dichiarandosi dimessi continuano a percepire l’indennità. Nessuno di noi entra nel merito del diritto, non essendosi dimessi hanno diritto alla retribuzione, ma entriamo nel merito dell'opportunità politica. La crisi della giunta di fatto la stanno pagando i cittadini. Ci aspettiamo un atto di dignità da parte degli assessori che rinuncino alla loro indennità per tutto il periodo di questa assurda crisi».

«Gaffe, teatro o cosa? – si chiede il capogruppo del M5S pubblicando una delibera di giunta datata 27 settembre –. Il 22 settembre gli assessori annunciano di aver rimesso le deleghe nelle mani del Sindaco, il 28 settembre la giunta si riunisce al completo. Ma ci sono o non ci sono? Qualcuno avrà mica paura del consiglio?».

«Gli assessori, rimettendo le loro deleghe, hanno fatto un atto politico molto importante e significativo – replica il sindaco Sanna –. Ho chiesto loro, semplicemente, di restare in carica per l'esercizio di tutte le funzioni amministrative urgenti. Si tratta di atti indifferibili e che devono essere adottati per evitare danni all'amministrazione e alla città di Sassari. Ecco perché, anche martedì, ho continuato a convocarli tutti».

Tornando alla maggioranza a calmare le acque prova Simone Campus: «Il negoziato tra i partiti e dentro il Pd , dopo qualche iniziale passo avanti, si è di nuovo fermato, ma l'accordo è alla portata. Perché non riconoscere la leadership del sindaco? Oggi non è più in ballo una poltrona ma il nostro futuro. L'acqua, l'area metropolitana, la sanità, il trasporto pubblico integrato, lo sviluppo d'impresa sono i temi su cui dovremo concentrarci. I nostri ospedali rischiamo di perdere d'importanza, il nostro ateneo rischia di essere declassato, la nostra camera di commercio di chiudere e noi litighiamo. Stiamo facendo come i polli di Renzo che litigano tra loro prima di finire in pentola».

A proposito di pace: fatta quella tra i sindaci di Sassari e Porto Torres Sanna e Wheeler. Ieri alla riunione del comitato socio sanitario , hanno archiviato il “rude” scambio di cortesie dei giorni scorsi con una stretta di mano.

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