L’autopsia: Leoni morto per le ustioni
Per il medico legale il 63enne è stato ucciso da una fiammata improvvisa durante l’incendio che ha distrutto la sua casa
SASSARI. Una fiammata improvvisa e rapida che ha provocato sul corpo di Fulvio Leoni ustioni talmente gravi da causarne la morte immediata.
Ieri mattina il sostituto procuratore Corinna Carrara ha affidato l’incarico al medico legale Salvatore Lorenzoni per l’autopsia sul cadavere del 63enne rimasto ucciso nella tremenda esplosione di due giorni fa in via Lamarmora. Il responso del medico certamente non poteva chiarire se la morte fosse stata determinata da un’azione volontaria o meno, di sicuro nel corpo di Leoni non c’erano tracce di un eccesso di medicinali che avrebbe potuto orientare gli investigatori verso l’ipotesi di un suicidio (pista comunque presa in considerazione). E il pensionato non è nemmeno morto intossicato dal fumo: è deceduto prima, per le ustioni.
Gli agenti della squadra mobile, al comando della dirigente Bibiana Pala, su disposizione della Procura hanno messo sotto sequestro la palazzina dove vivono diverse famiglie: le fiamme divampate alle prime ore del mattino hanno fatto fuggire tredici persone che abitano nell’edificio. La premura ora è quella di velocizzare l’iter investigativo proprio per consentire a queste famiglie di poter rientrare nelle loro case ed eseguire tutti i lavori necessari. Alcune di loro per il momento sono state ospitate da parenti e amici, ad altre sta pensando il Comune che ha trovato una sistemazione in B&B e hotel di Sassari. Martedì alle 7.10 nella palazzina del centro storico si è scatenato l’inferno e il bilancio di un morto e due feriti è “minimo” se si pensa che queste tredici persone che abitano nei sette alloggi di via Lamarmora 40/a – tra cui una bambina di due anni e mezzo e un ragazzino di 15 – potevano morire tutte, intrappolate in mezzo al fumo.
L’esplosione sarebbe stata causata dal gas proveniente da due bombole, i vigili del fuoco l’hanno definita una «soffiata» in un ambiente che era già in parte saturo. Tutto è successo in pochi minuti e la deflagrazione, potente, ha svegliato all’improvviso un intero quartiere. La paura più grande l’hanno naturalmente vissuta gli inquilini della palazzina che sono scappati tutti insieme attraverso le scale strette del condominio. C’era anche Fulvio Leoni, un uomo lo ha visto in piedi, barcollare e pronunciare solo la parola “Ambulanza”. Ma dalle scale la vittima deve essere risalita nel suo appartamento perché qui, a terra senza vita, lo hanno ritrovato i vigili del fuoco. Gli altri inquilini avevano trovato rifugio in strada, per lui, purtroppo, non c’era più niente da fare.
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