Sassari, salta il referendum alla Cedi-Sigma
Momenti di tensione durante l’assemblea all’hotel Deledda: la consultazione non era regolare
SASSARI. E saltato il referendum tra i lavatori della Cedi Sigma. E ci sono stati momenti di tensione, ieri mattina, all’assemblea convocata per il voto. Voto che non c’è stato per due motivi. Il primo è che i lavoratori avrebbero dovuto esprimersi sulla base di un accordo con l’azienda che al momento non c’è.
In secondo luogo perché non tutti i lavoratori aventi diritto al voto erano stati chiamati a partecipare. E come tale la consultazione non poteva avere valore. A volere il referendum erano stati Cisl e Uil, mentre la Filt Cgil già dall’inizio della vertenza aveva tenuto una propria linea che non combaciava con quella degli altri sindacati. E ieri la frattura tra le diverse strategie delle organizzazioni sindacali è emersa. E il voto annunciato che avrebbe dovuto segnare una svolta, almeno nelle intenzioni dei proponenti, non c’è stato.
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Spiega Michele Correddu, della Filt Cgil: «Già precedentemente un referendum era stato fatto, ma non è solo questo il punto. Si è dimostrato che l’azienda voleva chiederci solo sacrifici senza riconoscere ai lavoratori i diritti che avevamo richiesto». Tanto per capire, la possibilità di riassunzione avrebbe riguardato solo 40 dei 190 lavoratori che hanno ricevuto le lettere di licenziamento.
Correddu ribadisce che finora nessun accordo è stato sottoscritto tra sindacati e azienda, ma di scritto c’è solo un verbale di incontro. Che non ha certo un valore paragonabile a quello di un’intesa tra le parti.
Alla Cedi Sigma che si occupa di distribuire generi alimentari ai supermercati della catena intanto continua il presidio dei lavoratori ventiquattro ore su ventiquattro. La vertenza quindi non è per niente conclusa. E ora si vedrà cosa faranno i sindacati.
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