Tensioni tra Casa Pound e antifascisti
Blitz di 5 incappucciati nell’ex bocciodromo occupato da Pangea a Porto Torres: danni ai vetri e ad alcune opere artistiche
SASSARI. Sono arrivati in cinque, incappucciati e armati di spranghe, sono entrati nell’ex circolo bocciofilo di Porto Torres - occupato tre anni fa e autogestito dal collettivo Pangea - e hanno cominciato l’opera di devastazione. Danneggiate una vetrata e alcune opere d’arte in esposizione: la spedizione si è interrotta quando sono comparsi tre giovani dell’associazione che - dopo una breve colluttazione - hanno messo in fuga gli aggressori. Su questo grave episodio stanno svolgendo le indagini gli investigatori della Digos della questura di Sassari. E le prime valutazioni sembrano portare alle tensioni emerse - già nei giorni precedenti - tra Casa Pound e il collettivo Atzione Antifascista nord Sardegna. Tra l’altro, poco dopo l’episodio di Porto Torres, la serranda della sede di Casa Pound, in via Dau a Sassari, è stata imbrattata con scritte minacciose: «Morte al fascio» e «Fascisti torneremo».
Il primo obiettivo della polizia è stabilire eventuali collegamenti tra i due fatti. Anche perché il clima di tensione (in città e nei centri vicini) era palpabile già da qualche giorno. Tutto sarebbe partito dalla manifestazione «Mediterranea», con la quale Casa Pound Sardegna avrebbe inteso illustrare ai suoi aderenti le risorse culturali del territorio. Appuntamento venerdì sera, alle 16, a Monte d’Accoddi.
Contro quella manifestazione è montato il dissenso e Atzione Antifascista nord Sardegna ha promosso un sit-in pacifico per contestare il fatto che si utilizzasse un bene pubblico di grande rilevanza (come l’altare prenuragico) per dubbie finalità. E nella sede del Csoa Pangea, la sera prima, c’era stato un incontro organizzativo con la decisione di aderire al sit-in di protesta.
Venerdì sera, però, a Monte d’Accoddi c’era solo il corteo degli antifascisti, tra polizia e carabinieri. Casa Pound invece ha cambiato programma: evento spostato alla giornata di oggi, a partire dalle 10.
In serata l’esplosione di violenza nella sede del Pangea a Porto Torres (che forse qualcuno aveva immaginato vuota). Una azione che non è stata rivendicata ufficialmente da nessuno, restano i sospetti e il lavoro della Digos che dovrà chiarire chi erano quegli incappucciati messi in fuga. Anche per le scritte sulla serranda della sede di casa Pound, non c’è firma e gli inquirenti stanno valutando i fatti.
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