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Sassari

Sparò al rivale dopo la lite, via al processo

di Nadia Cossu
Sparò al rivale dopo la lite, via al processo

Tentato omicidio in via Madrid, abbreviato per il 53enne Ruggero Carta: il 10 discutono accusa e difesa

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SASSARI. Verrà processato con rito abbreviato Ruggero Carta, sassarese di 53 anni arrestato lo scorso gennaio dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sassari per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di pistola. L’uomo è accusato di aver sparato due colpi contro Salvatore Camboni, 27 anni di Sassari, dopo una lite in via Madrid al termine della quale Carta aveva avuto la peggio perché il rivale era fisicamente più grosso di lui. Salvo poi andare a casa, così come avevano ricostruito i carabinieri nei giorni immediatamente successivi, per prendere una pistola che deteneva illegalmente e tornare in via Madrid dove – alla presenza di alcuni testimoni che furono determinanti per le indagini – Ruggero Carta avrebbe prima affiancato Salvatore Camboni e dopo esploso contro di lui due colpi da distanza ravvicinata, uno dei quali aveva raggiunto il giovane al fianco. Il 27enne si era quindi allontanato a bordo della propria auto.

Nelle fasi iniziali delle indagini, i carabinieri avevano avuto non poche difficoltà a ricostruire con precisione quello che era accaduto la notte tra sabato 17 gennaio e domenica 18: il ferito, infatti, non presentava apparenti lesioni, non perdeva sangue e in un primo momento il malessere era stato valutato come conseguenza dello stato di ubriachezza. Senza considerare che le persone presenti, come confermato dagli inquirenti, avevano cercato di depistare le indagini sostenendo che i rumori sentiti da alcuni testimoni erano stati causati da petardi e non da una pistola.

Ma col passare del tempo, vista la gravità delle condizioni di Salvatore Camboni (una volta arrivato in ospedale era emersa la ferita d’arma da fuoco) alcuni amici avevano deciso di collaborare consentendo di indirizzare le indagini in una direzione specifica. Il loro amico aveva rischiato di morire e, a maggior ragione, tacere sarebbe stato un atteggiamento da codardi.

I carabinieri, grazie alle testimonianze raccolte, erano quindi risaliti alla persona con la quale era stato visto Camboni poco prima della lite: Carta appunto. Una serie di incroci investigativi hanno consentito di procedere all’arresto del 53enne che era stato rintracciato dai militari e accompagnato nel carcere di Bancali.

Due giorni fa il giudice Giuseppe Grotteria ha ammesso il rito abbreviato. Il 10 novembre è prevista la discussione del pubblico ministero, dell’avvocato Paolo Spano che assiste Camboni e del legale Marco Palmieri che invece difende l’imputato. Subito dopo ci sarà la lettura della sentenza.

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