Imbrattata una lapide lungo la strada litoranea
SORSO. Imbrattata una vecchia lapide lungo la strade litoranea di Platamona. Il grave gesto vandalico è stato compiuto ieri pomeriggio da persone ancora ignote, che hanno sfregiato il ricordo di una...
SORSO. Imbrattata una vecchia lapide lungo la strade litoranea di Platamona. Il grave gesto vandalico è stato compiuto ieri pomeriggio da persone ancora ignote, che hanno sfregiato il ricordo di una persona scomparsa nel 1969, vittima di un incidente stradale. Sul posto sono intervenuti i barracelli di Sorso, che hanno ripulito l’area in pochi minuti, spegnendo anche un principio di incendio divampato in contemporanea nella vicina pineta: i due gesti potrebbero essere stati compiuti dalla stessa mano. Gli uomini della Compagnia barracellare erano impegnati nel consueto pattugliamento della zona costiera di Platamona quando, giunti più o meno all’altezza dell’ingresso che conduce alla terza discesa a mare, si sono accorti che a bordo strada c’era qualcosa che non andava e sono tornati indietro.
Scesi dall’auto, si sono ritrovati davanti a un atto sacrilego in piena regola a danno della lapide del defunto Mario Pulino, scomparso nel 1969 a seguito di un incidente stradale. La lastra in pietra era intonsa di rifiuti e ricoperta di cianfrusaglie. Rami di pino, lamette, piatti di plastica, alcune croci di legno legate a mano e cibo per cani: sono soltanto alcuni degli sfregi rinvenuti attorno alla lapide dai guardiani dell’agro sorsense, guidati dal comandante Giuliano Spanu.
Nel frattempo, mentre organizzavano le operazioni di ripulitura, i barracelli si sono resi conto che a poche centinaia di metri da loro, proprio nel cuore della pineta, stava divampando un incendio, alimentato dalle fiamme provenienti da un piccolo tappetino incendiario composto di materiale plastico e sistemato proprio sotto un pino. L’incendio è stato soffocato sul nascere con l’ausilio di un estintore in dotazione alle auto della Compagnia. Il lavoro dei barracelli si è concluso con le operazioni di lavaggio della lapide. Resta da scoprire l’identità del responsabile di un gesto sacrilego che, tra le altre cose, si ripete sistematicamente ogni anno.
Salvatore Santoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
