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Sassari

«Un’aggressione insensata e brutale»

«Un’aggressione insensata e brutale»

I soci dell’Erasmus: c’è stata la caccia allo straniero ma questa è una città civile che deve prendere le distanze dal branco

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SASSARI. In settimana il dirigente della squadra mobile dovrebbe consegnare al magistrato Corinna Carrara la relazione sul pestaggio/rissa avvenuto sabato in piazza d’Italia. Al vaglio ci sono le due versioni rilasciate dagli spagnoli e dai sassaresi, e poi le immagini registrate dalle telecamere private che inquadrano il monumento di Vittorio Emanuele. Sulla base di questi elementi il pm sarà in grado di stabilire le singole responsabilità dei ragazzi e valutare l’opportunità di emettere o meno un provvedimento nei loro confronti. Le accuse potrebbero andare dalla semplice rissa, alle lesioni e sino al tentato omicidio, dal momento che uno degli spagnoli è stato ferito all’addome con un oggetto appuntito.

I cinque sassaresi che nei giorni scorsi si sono presentati in questura per raccontare la propria versione dei fatti, avrebbero voluto andare in ospedale per far visita allo spagnolo ricoverato. Ma i propri avvocati hanno suggerito di aspettare prima le decisioni della Procura. Si tratta di ragazzi incensurati (tranne uno per reati minori), che la notte di Halloween erano in giro in piazza, con le proprie fidanzate, un po’ su di giri perché imbottiti di alcol. All’inizio non avevano dato peso all’accaduto, e si sono resi conto di averla combinata grossa solo dopo aver letto gli articoli di giornale. Sono rimasti 2 giorni senza dormire e con lo stomaco chiuso, alla fine hanno deciso di incontrarsi, parlare e poi presentarsi in questura. La loro testimonianza, riassunta all’osso suona così: niente razzismo, niente coltelli, niente bottiglie, ma solo vecchi, sani ed onesti cazzotti dopo provocazioni reciproche.

I soci dell’Erasmus Student Network, che si occupano di supportare gli studenti ospiti in città, invece ribadiscono la versione della «brutale e insensata aggressione». Quella notte c’erano anche alcuni di loro in piazza d’Italia.

«Far conoscere ed apprezzare la città e l'isola è lo scopo in cui rientrano molte delle attività in cui gli studenti stranieri vengono coinvolti sin dai primi giorni del loro periodo di studi sassarese – dicono quelli dell’Esn – Questo proprio perché possano integrarsi al meglio senza sentirsi dei "turisti" a lungo termine. Siamo una città ospitale e civile, capace di attestati di stima e solidarietà e non ci identifichiamo affatto col branco».

E poi vengono al racconto della sera di Halloween. «Gli spagnoli, la notte tra il 31ottobre ed il 1 novembre, erano circa una decina. Come altri sabato sera stavano insieme sulle panchine al centro della piazza, con qualche birra ed una chitarra a seguito. Ad un certo punto, in direzione della comitiva sarebbe volata una bottiglia, lanciata da un gruppo di ragazzi e ragazze che nel frattempo si era avvicinati. L'"errore" di uno dei ragazzi pestati è stato quello di chiedere ai vicini di smetterla. Un errore appunto perché una volta sentito l'accento straniero si è levato il poco civile coro "Spagna merda" seguito da un violento pugno. Così è iniziato il pestaggio, perché in aiuto dello sfortunato è accorso il fratello (che dei due è quello che studia a Sassari con l'Erasmus) che, a sua volta, è diventato oggetto delle attenzioni del branco».

E anche riguardo al “senso civico” dimostrato dai sassaresi dopo le scuse e i mi dispiace detti in questura, il presidente Esn Alessandra Sechi ha qualcosa da puntualizzare: «La vicenda non è finita sotto le palme che circondano la statua di Vittorio Emanuele. Gli spagnoli in fuga infatti sono stati rincorsi fino al portone di casa dagli aggressori che hanno cercato addirittura di sfondarlo per farsi strada all'interno del palazzo, dimostrando ben poco senso civico. Il fratello in visita aveva rimediato uno "spiacevole" souvenir dalla città. Quanto a lungo sarebbe durata la caccia agli spagnoli se casa loro non fosse stata a poco distante?». (lu,so.)

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