Santa Maria Coghinas, il sindaco vieta ad Abbanoa di slacciare le utenze

Emessa un’ordinanza di diffida. Pietro Carbini: «L’acqua è un bene essenziale, difenderò le famiglie»

SANTA MARIA COGHINAS. Abbanoa è avvisata: se violerà l’ordinanza sindacale n. 18 del 17 novembre emessa dal sindaco Pietro Carbini con cui viene imposto il divieto di procedere allo slaccio delle utenze idriche che risultassero morose incorrerà nella violazione dell’art. 650 del codice penale. «L’erogazione dell’acqua rappresenta un servizio essenziale, ma l’acqua è anche un bene primario per la comunità - spiega il sindaco Pietro Carbini - e pertanto è preciso dovere delle istituzioni pubbliche, compresa l’amministrazione che rappresento, attivarsi per adottare tutte le strategie finalizzate a garantire e tutelare la popolazione affinchè tali fondamentali diritti vengano rispettati». L’intervento del sindaco si è reso necessario in quanto a Santa Maria Coghinas già una decina di famiglie è rimasta all’asciutto dopo l’intervento del gestore unico della rete idrica isolana che vantava crediti superiori alle migliaia di euro.

«Diversi nostri cittadini, appartenenti alle fasce deboli, ormai vivono nel terrore - spiega il sindaco Pietro Carbini -. Decine di famiglie si stanno recando in Comune per paura che Abbanoa tolga l’acqua dalle loro abitazioni per cartelle che superano le migliaia di euro. L’atto da me emesso ha l’obiettivo di tutelare queste famiglie e rassicurarle da questi interventi pirateschi da parte di Abbanoa. Inoltre - continua Carbini - Abbanoa a Santa Maria Coghinas ha violato la legge più volte, poichè tutti i cittadini che risultano morosi con Abbanoa hanno attivato un contenzioso con la stessa società tramite l’Adiconsum, pertanto come prevede il Tribunale di Oristano, in pendenza di contenzioso è vietato ad Abbanoa procedere allo slaccio delle utenze, come invece in alcuni casi ha già fatto».

Alcuni cittadini che si sono rivolti all’amministrazione comunale hanno anche segnalato al sindaco che esistono nella rete interna perdite idriche notevoli, (che spesso vengono riparate in ritardo da Abbanoa). Tali perdite, dicono, oltre che provocare la perdita di pressione dell’acqua nelle civili abitazioni, potrebbero essere la concausa dei consumi abnormi e irrealistici che vengono rilevati in diverse utenze del paese. «L’acqua che fornisce Abbanoa - continua Carbini - in paese viene anche utilizzata come acqua potabile e pertanto ancora di più la mia ordinanza deve essere rispettata al fine di non incorrere, e mi rivolgo agli operai di Abbanoa che dovessero procedere allo slaccio forzato, in sanzioni penali».

«Mi sono dotato sia di un lucchetto per chiudere il contatore dell’acqua - dice un cittadino coghinese che desidera rimanere nell’anonimato - sia dell’ordinanza del sindaco che pone il divieto dello slaccio della mia utenza che risulta morosa per diverse migliaia di euro. Se l’operaio di Abbanoa nonostante il documento sindacale- spiega il cittadino - volesse procedere alla forzatura del lucchetto tanto da romperlo, presenterò immediatamente denuncia ai carabinieri sia per danneggiamento sia per violazione dell’ordinanza».

«Abbanoa deve smetterla di comportarsi come uno sceriffo facendo il bello e cattivo tempo - aggiunge il sindaco Carbini -. Solo l’autorità giudiziaria ha la competenza di decidere se il credito che vanta Abbanoa nei confronti dei cittadini è giusto ed è dovuto. Pertanto prima di procedere a qualsiasi slaccio bisogna attendere i provvedimenti dell’autorità giudiziaria e non farsi giustizia da sè. Inoltre a mio avviso - conclude Carbini - il minimo vitale alle utenze dovrebbe essere sempre garantito. Stiamo parlando di un bene primario irrinunciabile ne va della salute pubblica e dell’incolumità dei miei cittadini».

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