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Sassari

«Acqua, il sindaco fermi gli slacci»

«Acqua, il sindaco fermi gli slacci»

Il consigliere Tellini chiede una verifica urgente, troppe le persone in difficoltà

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PORTO TORRES. I disservizi di Abbanoa ritornano in consiglio comunale con una mozione del consigliere Davide Tellini che lamenta lo slaccio dei contatori dell’acqua nei confronti di utenti indigenti che non possono pagare le bollette inviate alle loro abitazioni dall’ente gestore. «Chiedo al sindaco di intervenire al più presto per una verifica di tale situazione – dice Tellini –, ovviamente insieme al settore Politiche sociali, al fine di tutelare il rispetto dei basilari principi costituzionali e il diritto umano all’acqua: oltre a ciò, diffidare la società gestore del servizio idrico integrato affinché l’eventuale distacco avvenga previa informazione e accoglimento dell’amministrazione comunale e secondo le normative vigenti, considerando di consegnare sempre un quantitativo minimo di acqua al giorno per persona». Gli effetti della gravissima crisi economica che investe il territorio, secondo il consigliere, sono ricaduti prevalentemente sulle famiglie, costrette loro malgrado a non poter onorare il pagamento delle utenze legate alla fornitura idrica che, peraltro, da almeno 5 anni spesso non è corrispondente alla qualità prevista dalle norme in vigore. «Ritengo che sia compito e dovere del sindaco – aggiunge Tellini – adottare provvedimenti contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica: il distacco dell’acqua alle famiglie indigenti è ancora più inaccettabile, da considerarsi un vero e proprio crimine, soprattutto se in casa ci sono bambini o persone anziane».

Un quantitativo minimo d’acqua, infatti, è comunque riconosciuto anche a chi non può pagarla, come sottolineato dalla risoluzione Onu per il diritto all’acqua del 28 luglio 2010. Il consigliere cita pure diverse ordinanze di Tribunali (Latina, Castrovillari, Bari, Enna, Tempio Pausania), che hanno giudicato «vessatoria e lesiva dei diritti dei cittadini la pratica del distacco della fornitura dell’acqua senza preventiva disamina delle situazioni specifiche e tutela delle fasce deboli». (g.m.)

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