Ruba macchine da cucire: arrestato
Spacca la vetrata di un negozio di via Amendola e fugge, i carabinieri lo fermano
SASSARI. Una settimana fa lo avevano arrestato qualche istante prima che consumasse il furto. Un poliziotto in borghese lo aveva visto in viale Umberto muoversi in modo sospetto tra le auto parcheggiate. Lo aveva osservato a distanza e poi bloccato mentre infilava la mano dentro una macchina (dopo aver spaccato il vetro del finestrino). Al termine dell’udienza di convalida il giudice gli aveva dato l’obbligo di firma.
È passata una settimana e Massimo Piras, sassarese di 38 anni, è finito di nuovo nei guai. Lunedì notte, dopo aver spaccato la vetrata di un negozio di via Amendola – questa è almeno la tesi dei carabinieri che lo hanno fermato – ha rubato due macchine da cucire ed è fuggito via. Ma è incappato in una pattuglia dei carabinieri che lo hanno arrestato per furto aggravato. In sede di udienza di convalida, davanti al giudice Teresa Castagna, ieri mattina il 38enne sassarese, assistito dall’avvocato Ettore Licheri, si è difeso raccontando di non aver rotto la vetrata del negozio ma di averla trovata già in quelle condizioni. Tesi alla quale evidentemente in tribunale non hanno creduto. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di dimora.
L’uomo è sotto processo anche per un altro fatto che riguarda una megarissa (con coltelli, roncole, bastoni e mazze da baseball) avvenuta a Li Punti un anno fa tra famiglie “contrapposte”. A Piras e ad altri due imputati viene contestato il tentato omicidio. (na.co.)
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