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Riposo obbligatorio? Sarà il caos

Riposo obbligatorio? Sarà il caos

I sindacati annunciano gravi disagi per l’organizzazione del lavoro

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SASSARI. Doveva essere una norma a tutela dei diritti dei lavoratori che in ospedale osservano i turni in sala operatoria o in reparto e invece, a detta delle organizzazioni sindacali, si rivelerà un boomerang per il personale più esposto sotto il profilo professionale e per gli utenti che dovranno subire gli effetti devastanti di regole da applicare senza che al momento ci siano i presupposti.

Si tratta infatti di una normativa europea che impone a tutti i Paesi aderenti di far osservare ai lavoratori turnisti idonei intervalli di riposo che non possono essere inferiori a 11 ore mentre non possono superare le 36 ore gli impegni nell’arco della settimana.

Regole positive e virtuose che però applicate a un sistema che si basa sui ricorso al lavoro straordinario e in continua carenza di addetti, rischiano di creare una situazione esplosiva. «La recente forzata applicazione della normativa europea sui periodi di riposo tra un turno e l’altro riguardante tutto il personale sanitario - si legge in una nota del rappresentante della Rsu Asl Sandro Nuvoli - oltre al caos organizzativo generato dalla sottovalutazione del problema a ogni livello, ha prodotto dei danni collaterali peggiori del male che si intendeva sanare. Ignorando lo spirito e la sostanza della legge, si è scatenata una tardiva e ottusa corsa al mettersi in regola, dal ministero fino alle corsie ospedaliere, passando per assessorati, dirigenze aziendali ossessionate dall’incubo delle sanzioni e segreterie sindacali che invocano assunzioni e minacciano denunce per quelle che al momento risultano, inevitabili violazioni. Il tutto per un’interpretazione restrittiva che invece di garantire al lavoratore un adeguato stacco, non solo tra un turno e l’altro, ma nell’arco della sequenza, usa un diritto del dipendente come una clava demagogica, contro di esso». Sull’argomento interviene dunque la segreteria dell’Fsi che invece diffida le aziende «a ottemperare agli obblighi in materia derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Europa. Le Regioni, ancor prima delle aziende interessate - spiega la segretaria territoriale Mariangela Campus - sembrano voler giocare con il fuoco e prendere in giro i lavoratori alle proprie dipendenze, prendendosi ulteriore tempo con delle deroghe che non hanno ragione di esistere».

Ma la Asl rimane ferma sulla validità delle proprie azioni. «Per quanto riguarda il problema della pausa obbligatoria tra due turni in corsia per il personale medico e infermieristico il commissario della Asl ha chiesto a tutti i primari di segnalare le criticità emergenti in modo da ovviare ai disagi in attesa dell’incontro previsto per questa settimana con l’assessore alla sanità. Eventuali deroghe in materia possono essere oggetto di contrattazione con i sindacati a livello nazionale e quindi nella Conferenza Stato Regione». Tuttavia Agostino Sussarellu ha chiesto all’assessorato una deroga per poter affrontare la carenza degli organici.

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