Una giornata per parlare e giocare con i migranti
PORTO TORRES. Tentare di capire il fenomeno "migranti" a partire dalle scuole. Anche dai più piccoli, quelli delle vecchie care Elementari, anche dopo i tragici fatti di Parigi. Nasce così l'idea...
PORTO TORRES. Tentare di capire il fenomeno "migranti" a partire dalle scuole. Anche dai più piccoli, quelli delle vecchie care Elementari, anche dopo i tragici fatti di Parigi. Nasce così l'idea delle insegnanti delle quarte A e B della scuola primaria del De Amicis, Istituto Comprensivo 2, di incontrare un gruppo di ospiti del Centro di Accoglienza di Li Lioni.
Accompagnati da Alessandra Peloso e da alcuni volontari del gruppo Welcome Refugees Porto Torres, quattro ragazzi e quattro ragazze, tutti nigeriani, vengono accolti in una delle due classi. Si siedono in cerchio, gli ospiti insieme ai bimbi. Man mano che il tempo scorre non si sta più seduti sui bordi delle sedie, ma ci si accomoda, segno che l'armonia regna sovrana. I piccoli studenti, che avevano preparato l'incontro discutendo con le loro maestre nei giorni precedenti, hanno tantissime domande. Anche in inglese, in qualche caso. E spaziano.
Si va da “Vi piace la pizza?” a “Come siete arrivati in Sardegna?”, “Perché avete lasciato il vostro paese?”, “Che nome ha il vostro Dio?”. Domande a volte ingenue ma non banali, tanto che in alcuni casi i volti dei migranti si fanno terribilmente seri, alcuni rispondono evasivamente. È Isioma a spiegare che lui ha lasciato il suo Paese perché «è in corso una guerra terribile a causa di Boko Haram e moltissime persone stanno morendo per questo motivo».
I bimbi prendono tempo per riflettere, capiscono che è necessario alleggerire l’atmosfera e si ritorna allo sport, al calcio, al basket, all'hip hop. S'improvvisa un ballo collettivo, in cortile si gioca a pallone, alcuni bambini raccolgono dei fiori e li lanciano alle ragazze, si fanno enormi bolle di sapone, si fa merenda insieme.
Il "diverso" non è diverso, la promessa finale è di rivedersi presto e i bimbi immortalano con disegni una giornata che non dimenticheranno tanto facilmente.
Emanuele Fancellu
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