Cantieri piste ciclabili, fiorai in rivolta
Protestano i proprietari dei chioschi di piazza Marconi: «Siamo ingabbiati dalle transenne, così facciamo la fame»
SASSARI. «Ieri ho incassato 5 euro. O il Comune apre un varco in questo cantiere, o me lo apro io, per fame». Giovanni Scanu è uno dei fiorai di piazza Marconi, e da tre settimane, da quando gli storici banchi di fiori e piante sono stati ingabbiati dal cantiere delle piste ciclabili che correranno lungo viale Italia, lui e i suoi colleghi hanno perso clienti, soldi, e ora che il Natale è alle porte e gli operai si sono volatilizzati, anche la pazienza. La futura pista ciclabile è stata disegnata proprio davanti al marciapiede di piazza Marconi, sul lato dove, da sempre, stazionano le rivendite dei fiorai.
Con il cantiere che fa da barriera, da tre nessuno può fermare l’auto al volo per acquistare un mazzo di fiori e una pianta, e anche i pedoni sono scoraggiati da raggiungere gli stand dei fiori nascosti loro malgrado dietro le palizzate e le reti arancioni del cantiere.
«Da tre settimane sono iniziati i lavori e noi siamo stati messi in gabbia. Sabato e domenica ho aperto io un varco nel cantiere, con le mie mani, per permettere alle persone di arrivare fino ai nostri stand», racconta Giovanni facendo tremare di rabbia il suo mento barbuto. «In due giorni siamo riusciti a incassare quanto avevamo incassato nei precedenti dieci giorni», continua.
«Lunedì hanno chiuso il varco e hanno piazzato anche una transenna per impedirmi di riaprire un passaggio. Ho protestato e il giorno dopo hanno installato altre tre transenne». Oltre al danno, Giovanni Scanu teme ora anche la beffa: «L’assessore aveva chiesto alla ditta di lasciare un passaggio percorribile, ma loro hanno detto no. Da due giorni il cantiere è deserto, le transenne restano e ho la sensazione che resterà così fino al termine delle feste. E nel frattempo noi facciamo la fame. Mi ricorderò di questa vicenda quando i signori politici verranno qua, come sempre sotto elezioni, a chiedere il voto. Altroché se me la ricorderò».
L’umore non migliora fra gli altri fiorai di piazza Marconi: «Ci hanno davvero conciato per le feste, messi in gabbia e senza un cliente, proprio sotto Natale», si lamenta Simona Me. «Hanno aperto il cantiere chiudendo il passaggio, hanno lavorato pochi giorni e da avantieri sono spariti. Il Comune non ci ha avvisato prima, non ci ha contatto dopo, e adesso ci lascia così, isolati per tutte le feste natalizie. Davvero un bel servizio».
Stessa musica anche nella rivendita Cesaraccio dove la commessa Sabrina Dedola conferma le giornate di magra dopo l’apertura del cantiere: «Le vendite sono diminuite tantissimo da quando hanno chiuso il passaggio. Le auto non si possono più fermare e così abbiamo perso soprattutto i clienti occasionali».
Anche Barbara Cesaraccio, nello stand accanto, ha un’espressione tutt’altro che felice: «Certo che proprio nel periodo delle feste natalizie potevano evitare di aprire questi cantieri. È una situazione difficile che ci penalizza. E non solo noi, ma tutti i commercianti di viale Italia. Hanno tolto i parcheggi e hanno aperto i cantieri. E non si sa quando finiranno i lavori. Nel tratto di viale Italia che va dall’emiciclo Garibaldi fino a via Amendola la striscia di asfalto che dovrà accogliere la pista ciclabile è delimitata da paletti e rete di plastica. In alcuni punti il manto stradale è stato rimosso ed è comparsa una coperta di cemento, in altri, come in piazza Marconi, la futura pista ha invaso il marciapiede, la sede stradale è stata scassata e così è rimasta. E da almeno un paio di giorni i lavori sono fermi. La paura dei commercianti è che tutto resti immobile per tutto il periodo natalizio. Immobile e silenzioso come i loro registratori di cassa.
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