La Nuova Sardegna

Sassari

Lettera della città di Sassari a Babbo Natale

di Daniela Scano

Vorremmo un treno che funziona e l’acqua tutto l’anno, il lavoro per chi l’ha perso e la salute per tutti. Anche per chi soffre, come la povera Adele

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Caro Babbo Natale, ti scrivo a nome di una città che ha tante cose da chiedere perché è da un po’ di tempo che non le porti niente, oppure sbagli i regali. Il treno Pendolino, per esempio, è bello ma la ferrovia non funziona. Potresti aggiustarla oppure portare il modello adatto? In ogni modo, se proprio non puoi far tutto, ti assicuro che Sassari si accontenterebbe anche solo di alcuni di questi desideri.

Cominciamo dai più semplici. Agli abitanti di questa città piacerebbe tanto avere l’acqua potabile tutto l’anno e a tutte le ore del giorno. Acqua che si possa bere quando sgorga dal rubinetto, acqua che non puzzi e non abbia colore e sapore. Lo so che è chiederti tanto, ma sai che ci sono tante persone che non possono permettersi di comprare l’acqua minerale al supermercato? Ti prego, porta ad Abbanoa un bel kit di tubi decenti e fai in modo che bere non sia un lusso.

Anche le strade sono carenti, pare siano finiti i soldi per tappare i buchi. Passi per le automobili e per le moto, ma l’altro giorno una signora anziana è scivolata e si è fatta molto male. Si potrebbe avere un po’ di asfalto che non salta dopo la prima pioggia?

E ora passiamo ai regali più impegnativi. Lo so, te lo chiedono sempre perché è un evergreen e tu non puoi accontentare tutti. Però è anche vero che da qualche anno il lavoro, quel poco che è rimasto, lo stai portando altrove. Potresti per cortesia ricordarti dei tanti che in questa città e nella sua provincia lo hanno perso e che aspettano di ritrovarlo, oppure sperano che le società e i politici che li hanno illusi mantengano per una volta le loro promesse? Stringe il cuore pensare alla loro umiliazione di genitori che anche quest’anno non potranno regalare un istante di felice stupore ai loro figli. È vero che non bisogna vergognarsi della povertà, ma lo sai anche tu che ci sono momenti in cui è ancora più difficile farlo capire ai bambini.

La salute, vabbè, quella la chiedono tutti. Sarebbe così bello se, oltre a garantirla a chi ce l’ha, potessi fare qualcosa per migliorare le condizioni di chi l’ha persa. Ti faccio un esempio, Adele, una donna sassarese che ha avuto un ictus e ha dovuto aspettare più di un mese prima di essere trasferita in un ospedale attrezzato dove stanno cercando di insegnarle tutto da capo perché adesso è come una bambina piccola. Speriamo che non sia passato troppo tempo. Il fatto è che l’unico centro dove poteva essere assistita non può più accoglierla, perché la Regione ha bloccato la convenzione, e quello nuovo non è stato ancora aperto. Il suo compagno e il fratello si sono rivolti al nostro giornale per ottenere il trasferimento. Sarebbe così bello se il diritto alla salute non dovesse essere rivendicato attraverso denunce sui giornali. Diglielo tu all’assessore regionale alla Sanità, forse a te darà retta.

Ti chiedo un regalo anche per gli studenti universitari fuorisede: un campus. C’erano un sacco di milioni per realizzarlo ma qualcuno si è perso per strada perché chi dovrebbe non riesce a mettersi d’accordo. Potresti fare in modo che i soldi che restano non vadano perduti?

Anche le scuole sono modelli superati, per non parlare dell’assistenza. Pensa che ogni anno tanti ragazzi disabili non sanno se potranno andare a scuola con lo scuolabus adatto e se troveranno chi li affiancherà a lezione. Ogni volta è la stessa storia: i lavoratori sono costretti ad andare in piazza e a volte i genitori sono costretti a mostrare i loro figli per impietosire chi deve stanziare i fondi. Ti sembra giusto?

Lo so che per tutti questi regali non c’è bisogno di Babbo Natale, anzi che sarebbero diritti e non regali. Infatti siamo ridotti proprio male se dobbiamo chiederli a te.

Caro Babbo Natale, come vedi non ti ho chiesto la città metropolitana: ho saputo che c’era solo un modello e l’hai portato a Cagliari. Pazienza, per quella chiederemo alla Befana.

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