Incendia un panificio e 2 auto, arrestato
Mattinata di follia a Ploaghe, 73enne armato di spranga e bottiglie piene di benzina semina il panico in mezzo paese
PLOAGHE. Mattinata di ordinaria follia quella di ieri a Ploaghe dove un pensionato di 73 anni, Michele Sini, senza un apparente motivo ha seminato il panico in un intero quartiere.
Mattinata di follia. Il bilancio della giornata ha davvero dell’incredibile: l’uomo ha incendiato un panificio, i portoni di casa dei titolari e le loro due auto, ha distrutto porte e finestre di un’abitazione e con una spranga ha aggredito più persone, tra l’altro ha colpito alla schiena la moglie del proprietario di una delle macchine. Dopo almeno un’ora di scorribande, armato di benzina, accendino e spranghe, è stato finalmente fermato dai carabinieri del paese e arrestato.
Ploaghe “sotto assedio”. Tutto comincia intorno alle 7.30 quando in via Brigata Sassari va a fuoco all’improvviso il fuoristrada Nissan di Gian Mario Pulina. Le urla dei vicini fanno uscire di casa il proprietario dell’auto e sua moglie che in un primo momento cercano di spegnere l’incendio. Alle loro spalle però spunta Michele Sini armato di una spranga di ferro che immediatamente cerca di aggredirli. Il 73enne colpisce la moglie di Pulina alla schiena ma l’intervento del marito evita il peggio. L’anziano si infila nella sua utilitaria, una Seat Marbella verde, e scappa. Arriva nei pressi del panificio di Salvatore Chessa nella vicina via Antonio Fais, già in attività e con i primi clienti nell’attiguo negozio. Si affaccia all’interno del panificio e lancia un bottiglia piena di benzina insieme a uno straccio infiammato. Il locale prende subito fuoco, ci sono attimi di panico generale, tutti escono per strada mentre il titolare prova a spegnere le fiamme. Sulla porta però ecco che compare di nuovo Sini con un’altra bottiglia e con un accendino in mano. Il panettiere lo affronta mentre l’uomo cerca di svuotargli addosso il contenuto della bottiglia. Lo disarma e torna all’interno per continuare a spegnere il fuoco che nel frattempo sta distruggendo tutto, Chessa vuole salvare il suo laboratorio. Ma, per la terza volta, compare Sini sulla porta armato di una trafila di ferro. Tore Chessa deve affrontarlo ancora «e – racconta commosso – Dio solo sa perché sono riuscito a non fargli del male». Lo disarma di nuovo e Sini riesce a scappare in auto. Corre verso via Sant’Antonio e qui distrugge con un’ascia le finestre e il portone della famiglia Cesaraccio, con all’interno un’anziana di 95 anni letteralmente atterrita. Fugge ancora inseguito da alcuni passanti e punta dritto in via Fermi, dove abita, e qui con un secchio di benzina dà fuoco alla Golf di Gerolamo Pulina, suo vicino di casa e al portone dell’abitazione dove vive. Poi si ferma all’angolo della via a godersi lo spettacolo.
L’arresto. A quel punto arrivano i carabinieri di Ploaghe, il pensionato entra nel cortile di casa e si difende svuotando addosso ai militari un bidone di latte appena munto. Il passo successivo è d’obbligo: scatta l’arresto.
Un arsenale in auto. Nella sua macchina i carabinieri trovano un vero arsenale: una roncola, due grossi coltellacci, un falcetto, alcune spranghe, una balestra e diverse bottiglie piene di benzina. L’incubo finisce dopo quasi un’ora di terrore e di paura. Quando i vigili del fuoco arrivano, l’incendio del panificio è già stato domato – non senza difficoltà – dallo steso Tore Chessa e poi raggiungono via Fermi per intervenire sulla Golf che però resta fortemente danneggiata e inutilizzabile. Regna il caos, non si capisce esattamente cosa sia accaduto in quattro punti diversi del rione.
Il personaggio. Michele Sini viene descritto come un uomo solitario, dal carattere schivo e mite, che ha sempre lavorato e ancora lavora nella sua azienda agricola. Abitudinario e mai inopportuno, vive da solo (non si è mai sposato) tra l’azienda e la casa di via Fermi. Una decina d’anni fa ha perso l’anziana madre, era figlio unico e probabilmente in seguito a questa perdita uno stato depressivo deve aver lentamente preso il sopravvento su di lui.
I danni in paese. Ora a Ploaghe, ancora scosso dall’accaduto, si contano i danni del raid mattutino e in via Fermi, invasa dal gasolio uscito dalla Golf in fiamme, sono dovuti intervenire i tecnici della “Ambiente Risorse” per ripulire e bonificare l’intera zona.
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