Aperture, cade il tabù del Capodanno
Serrande sollevate dalle 9 alle 21 nel supermercato Nonna Isa di Predda Niedda e scattano subito le polemiche
SASSARI. Rotto il tabù dell’apertura dei negozi a Capodanno. Lo ha fatto il supercato Nonna Isa della Piazzetta, a Predda Niedda. Dove ieri, per tutto il giorno, sono rimaste sollevate le serrande. Uniche, in tutta la città, della grande e piccola distribuzione. Per la gioia dei ritardatari della spesa e la delusione e i mugugni del personale “precettato” per l’occasione. Che il 28 dicembre scorso, dopo aver straordinariamente lavorato anche il 26 dicembre, ha ricevuto una mail dall’azienda con la chiamata a un’ulteriore giornata lavorativa festiva per il primo dell’anno. Ben inteso, non può esserci obbligo per il lavoratore, stante le leggi attuali, a prestare la propria opera, ma di fatto tutti hanno aderito. Perché in questi tempi di crisi chi ha il coraggio di dire no? Così il 2016 di un’ottantina di lavoratori è cominciato molto presto, pazienza se avevano fatto tardi per festeggiare in famiglia o con gli amici la notte di San Silvestro. Dalle 9 alle 21 si poteva comprare di tutto, da Nonna Isa, mentre sono rimasti chiusi gli altri negozi del centro commerciale La Piazzetta.
Il traffico di auto e acquirenti non è iniziato prestissimo, considerato che la clientela aveva tirato tardi e non poteva perciò essere mattutina, ma già verso le 11,30 il parcheggio davanti all’ingresso era quasi del tutto occupato. Meno i carrelli e i cestini dei compratori, dove spiccavano in media pochi prodotti, soprattutto articoli di “emergenza”, perché, si sa, anche se il giorno prima si è fatta una spesa consistente, in casa c’è sempre qualcosa che manca, dall’acqua, al caffè al brick del latte. E allora, anche il giorno di Capodanno può essere sacrificato ai consumi. Poi, pian piano, il flusso di consumatori è aumentato e tra le 13 e le 13,30 nelle tre casse aperte si è formata anche una discreta fila.
Oggi l’azienda potrà fare il bilancio del vantaggio economico ottenuto da una scelta commerciale – cioè quella di derogare alla chiusura in uno dei giorni santificati al riposo dei lavoratori – che continua a provoca proteste e far nascere polemiche. Il nodo è sempre lo stesso: è conveniente per un’impresa tenere aperto durante un festivo a fronte dell’esborso necessario per pagare la maggiorazione ai dipendenti e a fronte di guadagni che non sono mai stratosferici, almeno a sentire quanto la stessa grande distribuzione in generale ammette? E non è un prezzo troppo alto quello che pagano i lavoratori costretti a sacrificare affetti e tempo libero? Ieri, oltre a Sassari, erano aperti anche i due supermercati di Alghero e Villacidro della catena commerciale guidata con piglio ferreo dal patron Giovanni Muscas.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
