Successo per i concerti dei cori polifonici
ITTIRI. Tra gli appuntamenti del “Natale Ittirese Duemila15” l'esibizione dei cori polifonici, San Francesco di Ittiri e “Caras” di Sassari ha riscosso un grande successo. I brani eseguiti dai...
ITTIRI. Tra gli appuntamenti del “Natale Ittirese Duemila15” l'esibizione dei cori polifonici, San Francesco di Ittiri e “Caras” di Sassari ha riscosso un grande successo.
I brani eseguiti dai due prestigiosi cori, con l'intermezzo musicale proposto dai ragazzi delle scuole medie di Ittiri, preparati da Margherita Sussarellu, Marco Maiore, Gabriele Loriga ed Emanuele Dau, hanno ricevuto numerosi e meritati applausi, nella chiesa di S. Pietro in Vincoli.
Il maestro ittirese Margherita Sussarellu, laurea di primo livello di pianoforte, ha diretto i trenta componenti del Polifonico S. Francesco, con la voce solista del soprano Sabrina Mura e del sax tenore Livio Solinas, che hanno eseguito brani di Perosi, Mozart, Thomas Lud. Grossi a Viadana,Britten, Claudio Monteverdi, Edwin R. Haukins e Zardini.
“Caras”, tutto al femminile, diretto dal maestro Salvatore Bulla, ha eseguito brani della tradizione sarda attraverso i quali lo spettatore ha potuto immaginare in un coinvolgente percorso musicale, i volti, gli sguardi, i sorrisi, le lacrime, e le rughe di un mondo - quello sardo - che possiede realtà rare e preziose, riconducibili a persone, ad affetti e ad oggetti che riconducono la passato. Coniugando al femminile le emozioni che evocano i canti di “Caras” non si può non vedere il volto di una madre, di una nonna, i loro sguardi i loro sorrisi, le loro lacrime.
Ripercorrendo, sulle linee del pentagramma, la storia del popolo sardo, si incontra l'amore delle donne per il proprio uomo, la tenerezza per i propri figli, la fatica del lavoro, il lutto straziante, la fede semplice e incrollabile.
Non meno coinvolgenti le canzoni del Polifonico S. Francesco che, nato nel 1986, vanta un ampio repertorio che va dalla polifonia sacra di Bach, Perosi, Palestrina, Mozart, al repertorio profano cinquecentesco di Adriano Bancheri, Josquin Des Pres, Orlando di Lasso e Baldassarre Donato.
Vincenzo Masia
